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Villa Tuscolana Il programma definitivo del congresso Dal 43° congresso nazionale. Le proposte dei veterinari pubblici Lo "Speciale congresso" sul sito nazionale Concluso il congresso di Frascati, rinnovato impegno del SIVeMP Veneto per i convezionati7 ottobre 2010 - Si è concluso ieri a Frascati il 43° congresso nazionale SIVeMP. Una tre giorni di confronto e dibattito che, oltre ai temi più prettamente sindacali, ha spaziato anche su quelli normativi, professionali e internazionali inerenti la veterinaria pubblica. Molti gli interventi di prestigio che hanno contribuito a fare del tradizionale appuntamento annuale del sindacato un importante momento di arricchimento e formazione. I lavori della mattinata di sabato sono stati aperti dal segretario amministrativo, Mario Facchetti, che ha illustrato il bilancio del SIVeMP, che è stato approvato all’unanimità dall’assemblea. Un esercizio positivo che, pur tra qualche difficoltà gestionale, dà modo al sindacato di godere di una sostanziale tranquillità economica. Si è quindi passati alle relazioni tematiche dei componenti della segreteria nazionale. Zaccaria Di Taranto ha trattato delle varie ipotesi di contratto collettivo nazionale e della riduzione dei comparti e delle aree trattanti. Nevio Guarini ha affrontato il tema dell’utilizzo dei permessi sindacali retribuiti e per l’aggiornamento facoltativo. Quanto ad Anselmo Intrivici ha relazionato sull’attivazione dell’Osservatorio sulle intimidazioni ai veterinari pubblici e sulla predisposizione di un questionario per monitorare il fenomeno. Gli aspetti previdenziali sono stati al centro della relazione di Giuseppe Torzi che ha presentato, nello specifico, il nuovo Fondo Sanità cui il SIVEMP ha aderito e che si rivolge in particolare ai colleghi più giovani. Romano Zilli, presidente Easvo, che ha anche coordinato i lavori congressuali, è intervenuto sulle principali novità normative in discussione al tavolo comunitario nei campi delle politiche di sanità animale, visite ispettive ai macelli e trasporto e benessere animale. In particolare si è discusso della proposta dei Paesi del Nord Europa che vorrebbe la sostituzione del veterinario ispettore dipendente dalle Asl con personale addetto alle ispezioni dipendente della stessa ditta produttrice. Una proposta che avrebbe effetti devastanti in termini di sicurezza alimentare, visto che verrebbe “eliminata” la terzietà del controllo pubblico. Si è quindi passati alla presentazione e discussione delle mozioni congressuali. La delegazione veneta ha presentato una mozione che chiedeva l’impegno della segreteria nazionale a sollecitare il recepimento dell’Accordo collettivo nazionale sui convenzionati nella Regione Veneto e in quelle regioni in cui non fosse stato ancora applicato. La proposta del Veneto, approvata all’unanimità , è stata sostenuta anche dal segretario regionale SIVeMP dell’Umbria Giovanni Lo Vaglio. «Credo che sia prioritario che ci occupiamo dei colleghi più deboli e meno tutelati ha detto nella presentazione il segretario veneto Roberto Poggiani – che sono peraltro indispensabili allo svolgimento delle attività istituzionali». E ha aggiunto: «Ci attende un “lungo inverno” di tre anni. Non ci nascondiamo le difficoltà del momento odierno. Per questo ci stiamo attrezzando con un’agenzia di stampa e un sito internet, più “piccolo” e non alternativo a quello nazionale, con la mission però di essere tempestivo nell’informazione e “scomodo” quando occorre». Mozione degli Izs, quindi, sui titoli necessari all’accesso al servizio sanitario nazionale (dottorato di ricerca, specialità , eccetera) che è stata approvata dopo un ampio dibattito. Il SIVeMP Lombardia ha presentato una mozione sul rispetto delle attività afferenti alle singole aeree funzionali. Il segretario nazionale Grasselli ha proposto che questo rispetto vada preteso anche per l’attività di pronta disponibilità . Dibattito particolarmente partecipato ha suscitato, poi, la presentazione di una mozione da parte della delegazione siciliana che proponeva un mutamento del sistema organizzativo interno e in particolare la riduzione da nove a sei del numero dei componenti la segreteria. Coma fatto notare da Poggiani, la mozione non poteva essere discussa dal congresso, in quanto implicava una modifica dello Statuto. L’approfondimento è stato rinviato ad altra e più idonea sede. Claudio Rossi, della delegazione lombarda, ha analizzato l’attuale visione che politica e parte datoriale vogliono far passare: con statali dipinti come fannulloni e operai lavativi. Quanto alla necessità di rafforzare le peculiarità sindacali, Rossi ha messo in guardia dal rischio di neocorporativismo. Sul “federalismo sindacale”, ha aggiunto: «è la giusta via per gli aspetti contrattuali locali, ma è necessario avere sempre e comunque, un sindacato nazionale forte». «La delegazione veneta si è distinta per la presenza, la puntualità e la partecipazione – commenta Poggiani – ai delegati il nostro ringraziamento per l’impegno costante». Qualificazione professionale e potenziamento della contrattazione decentrata: la veterinaria pubblica guarda al futuro6 novembre 2010 - Una lezione magistrale del professor Felice Roberto Pizzuti, docente di Economia alla Sapienza di Roma, sulla crisi del Welfare, e due tavole rotonde sul problema del randagismo e delle emergenze in tema di sicurezza alimentare hanno costituito l’avvio della giornata “centrale” del 43° congresso nazionale SIVeMP “Crisi, welfare state e sanità ” che si chiude questa mattina a Frascati. I lavori di venerdì hanno avuto il loro clou nel pomeriggio con la relazione del segretario nazionale SIVeMP Aldo Grasselli. Nella mattinata molto interesse per i momenti dedicati al randagismo e alla revisione della legge 289 di cui è stato moderatore Federico Fazzuoli. Romano Marabelli, direttore del Dipartimento sanità pubblica veterinaria del ministero della Salute, ha parlato della previsione di interventi “sostitutivi” in questo campo, quando si verifichino eventuali “mancanze” da parte degli amministratori. Piero Vio, coordinatore per le Regioni della sicurezza alimentare, ha ribadito come in tema di contrasto al randagismo il problema di fondo siano le risorse economiche: «Chi deve operare – ha chiesto – è stato messo effettivamente nelle condizioni di farlo?». Per parte sua il presidente Fnovi, Gaetano Penocchio, ha ribadito la centralità della formazione nell’attività pubblica veterinaria e come le attività specialistiche siano fruibili solo se il personale è attrezzato e se ci sono le strutture adeguate. «Per il problema dei cani randagi – ha detto Laura Rossi della Lega nazionale difesa del cane – lo Stato spende 350-400 milioni l’anno, altrettanto viene dal volontariato. Eppure i risultati sono controversi». Il parlamentare Rodolfo Viola ha sottolineato i problemi in termini di competenza del servizio pubblico aggiungendo come, in un momento di riduzione delle risorse ai Comuni, la voce del contrasto al randagismo sia spesso una delle prime ad essere tagliata. «Eppure – ha aggiunto Viola (che è veterinario ed è stato sindaco) – qui non si parla solo di un problema di benessere animale, ma di salute pubblica». La seconda tavola rotonda, sulla sicurezza alimentare, è stata aperta da Fazzuoli che ha evidenziato la scarsa circolazione dei dati sull’uso di sostanze illecite. Sono seguiti gli interventi del vicepresidente Assocarni, Luigi Pio Scordamaglia e del vicepresidente Coldiretti, Massimo Gargano. Quest’ultimo ha ricordato il rischio che, in periodo di forte crisi come l’attuale, si possa ricorrere a mezzi illeciti. Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la biodiversità ha ribadito come solo i veterinari possano essere i tutori delle filiere produttive “fragili”. Marabelli, per parte sua, ha ricordato i numeri impressionanti della contraffazione dell’agroalimentare tricolore: «In giro per il mondo ci sono 100 miliardi di prodotti che usano il brand Italia senza titolo». Sulle criticità della legge 194 è intervenuto il responsabile dell’ufficio legislativo di Assica: «I costi dei controlli non sono uguali per tutti. Ci vuole una razionalizzazione». Nel pomeriggio l’apertura del congresso vero e proprio e la discussione di temi più prettamente sindacali. La relazione di Grasselli è comunque stata ampia ed approfondita. Il segretario SIVeMP ha posto particolare accento sul periodo che attende la veterinaria pubblica: tre anni di vacanza contrattuale, in cui andrà potenziato il fronte a livello periferico. Un momento quello che ci attende in cui la veterinaria pubblica dovrà riappropriarsi di un ruolo forte da perseguire con la qualificazione professionale, attraverso momenti di formazione. All’intervento di Grasselli sono seguiti gli indirizzi di saluto dei parlamentari, dei rappresentanti sindacali Cosmed e delle sigle della dirigenza medica. Questa mattina la discussione delle mozioni congressuali e la chiusura del lavori. Prevenzione e sanità pubblica in primo piano al 43° congresso SIVeMP a Frascati5 novembre 2010 - Si è aperto ieri a Frascati con il multi-convegno “Costi e benefici della prevenzione e della sanità pubblica veterinaria” il 43° congresso nazionale SIVeMP che entrerà nel vivo oggi, alle 15, con la relazione di apertura del segretario nazionale, Aldo Grasselli. L’assise congressuale affronterà il tema, di stretta attualità , scelto per questa edizione: “Crisi, welfare state e sanità ”. Ieri intanto i lavori sono stati preceduti da una riunione del direttivo nazionale che ha affrontato, oltre agli adempimenti regolamentari e “istituzionali”, anche e soprattutto il tema della ridefinizione del ruolo del sindacato e la sua esigenza di ampliare la comunicazione professionale verso l’esterno, valorizzando gli aspetti positivi e le eccellenze. Esigenza sentita a maggior ragione ora, con davanti tre anni di vacanza contrattuale, periodo in cui a giocare un ruolo fondamentale sarà la contrattazione decentrata che andrà ampliata e potenziata. Legge Brunetta, Finanziaria, legge di costituzione dei nuovi comparti, mobilità tra Regioni, riforma degli Ordini, blocco del turnover sono stati tra gli argomenti trattati. Si è parlato anche dell’esercizio delle prerogative sindacali e delle modalità di accesso ai permessi sindacali. Focus anche sul progetto, a cui sta lavorando il SIVeMP, di costituzione di un fondo pensionistico di tipo privatistico rivolto in particolare ai colleghi più giovani. Il segretario veneto, Roberto Poggiani, ha sottolineato la necessità di una definizione di linee guida cui attenersi in caso di sciopero e ha riferito anche della predisposizione di un questionario per monitorare gli episodi di intimidazione ai veterinari pubblici, strumento che dovrà essere presentato, quanto prima, allo specifico osservatorio ministeriale. Nel pomeriggio due diversi momenti convegnistici. Il primo sul randagismo e sulla ricerca di un modello operativo in questo campo, il secondo sulle emergenze sanitarie e la necessità di progettare la sicurezza alimentare. In apertura il presidente SIMeVeP Grasselli ha affermato: «Come veterinari e sanitari della prevenzione, noi siamo quelli che realizzano la sanità . La moltitudine delle nostre attività consente alla nostra economia di affrontare le nuove sfide. Ma sappiamo che un sistema se non si trasforma si degrada e che abbiamo il dovere di riprogettare la nostra funzione e la nostra preparazione professionale. Sappiamo però che partiamo dalle bellissime esperienze che i veterinari del Ssn realizzano ogni giorno per tutelare la salute dell’ambiente, quella degli animali, e quella degli uomini. Questo Congresso nazionale è l’occasione per un confronto e l’unione delle migliori forze che derivano dalle esperienze dei servizi veterinari che voi rappresentate». Molti i punti d’interesse nelle relazioni scientifiche, a partire da quella sui cani randagi come sentinelle territoriali di zoonosi di Gioia Capelli, dirigente veterinario Izs Venezie, e dall’intervento del coordinatore per le Regioni della sicurezza alimentare, Piero Vio, che è stato lungamente applaudito dai partecipanti. Di grande rilievo, tra gli altri, i contributi di Silvio Borrello direttore generale del ministero della Salute, Ugo della Marta, responsabile servizi veterinari del Lazio, e Gandolfo Barbarino, dirigente veterinario della Regione Piemonte. |




43° Congresso Nazionale





