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A Ilaria Capua il Penn Vet World Leadership Award 2011

Alla ricercatrice andranno i 100 mila dollari che ogni anno l’Università della Pennsylvania assegna: ha modificato in maniera significativa l’immagine e la pratica della professione

LEGNARO (Padova) – È la dottoressa Ilaria Capua, virologa dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Legnaro (Padova), la vincitrice del prestigioso Penn Vet World Leadership in Animal Health Award 2011. Ad annunciarlo è l’Università della Pennsylvania (Usa) che mercoledì prossimo 14 settembre conferirà il premio internazionale di 100 mila dollari alla ricercatrice italiana.

1acapuamediumIl premio viene assegnato annualmente a un veterinario che “ha modificato in maniera significativa l’immagine e la pratica della professione e ha influenzato la vita e la carriera di altre persone”. Ilaria Capua è la prima donna a vincerlo. Il Penn Vet Award è un riconoscimento alla leadership internazionale e alla capacità di mettere in atto strategie vincenti a fronte di un mondo e di una professione che cambiano.

“Questo premio conferma che la linea di pensiero di un’istituzione italiana può innescare dei meccanismi che cambiano le regole del gioco anche ai livelli più alti” ha commentato Ilaria Capua appena raggiunta dalla notizia del conferimento del premio. “Dimostra inoltre che in Italia si possono raggiungere livelli di eccellenza riconosciuti da una delle più prestigiose Università americane, e questo premio è un attestato di merito a tutte le donne che lavorano nel Servizio sanitario nazionale”.

Nel 2000 Ilaria Capua ha sviluppato la prima strategia di vaccinazione per l’influenza aviaria che ha permesso di controllare la malattia e nel contempo di mantenere le esportazioni. Questa strategia è oggi raccomandata dalle principali organizzazioni internazionali ed è inclusa nella legislazione Europea.

Durante la sua carriera ha avuto anche il coraggio di andare controcorrente e di abbattere dei dogmi che sembravano consolidati nella comunità scientifica. È del 2006 la decisione di sfidare il sistema e depositare la sequenza genetica del primo ceppo africano di influenza H5N1 in GenBank (un database “open access” ) e non in un database ad accesso limitato. Ilaria Capua diede così inizio a un dibattito internazionale sulla trasparenza dei dati che ha cambiato i meccanismi internazionali alla base dei piani prepandemici. Oggi, a distanza di cinque anni, l’Oms, la Fao e l’Oie promuovono e sostengono meccanismi di condivisione più efficienti e con un approccio interdisciplinare.

La sua inclinazione a sfidare atteggiamenti consolidati è stata anche dimostrata, anche in tempi non sospetti, quando nel 2009 presentò dati scientifici a supporto del fatto che la prossima pandemia influenzale umana poteva essere causata da un virus animale di sottotipo H1 e non da un H5 – come è poi accaduto – nonostante lo scetticismo e l’incredulità di molti suoi colleghi.

Negli anni la dottoressa Capua si è impegnata per superare le barriere tra medicina umana e veterinaria nella visione olistica “One Health”, secondo cui non esiste una salute umana distinta da una salute animale e da quella dell’ambiente.

Attualmente Ilaria Capua dirige il Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate all’IZSVe. Il suo gruppo di ricerca è costituito da oltre 70 persone, tra cui anche alcuni ricercatori stranieri, e si occupa principalmente delle malattie virali trasmissibili dagli animali all’uomo e di sviluppare adeguate strategie di controllo per la tutela della salute pubblica e della sanità animale.

Ilaria Capua ha vinto nel 2007 il premio Scientific American 50, nel 2008 il premio Revolutionary Mind, e nel 2009 il Premio Grande Ippocrate.

10 settembre 2011 – comunicato IZSVe

 

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