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Abolire l’intramoenia? Fvm replica: comodo cercare colpevoli sempre fuori dalla cerchia di chi gestisce la sanità pubblica

fvmlogoComunicato Fvm. Il Presidente della Toscana, l’Enrico Rossi che fu a lungo Assessore alla sanità di quella Regione, sostiene che le liste d’attesa siano causate dai medici che dirottano i pazienti verso la libera professione intra-moenia. Forse il Presidente sarebbe più credibile se affermasse che i dottori dirottano i pazienti verso gli studi privati dove il pagamento delle parcelle magari è in nero. Se il problema è reale, sarebbe comunque opportuno che i Direttori Generali delle Asl o Ao – nominati dai Presidenti delle Regioni – denunciassero i loro dipendenti fedifraghi e facessero pulizia. Viene il dubbio, però, che certe situazioni melmose tornino utili per additare colpevoli al di fuori della cerchia di chi amministra e gestisce la sanità pubblica. Cercando responsabili del disagio dei cittadini che non riescono ad avere le prestazioni definite dai Lea solo tra i medici e i sanitari che le devono erogare, liberando da ogni ombra un certo ceto politico che magari in qualche caso è mosso da validi principi e predica bene, ma che in molti altri casi razzola meno bene e talvolta pessimamente.

Le Regioni si incontrino e concordino di sferrare un’offensiva all’illegalità in sanità, sia dei fannulloni sia dei sanitari infedeli, ma anche degli amministratori ladri. I cittadini onesti ne saranno tutti soddisfatti.

Si potrebbe quindi anche cominciare a discutere su quali le iniziative pensa di adottare il Governo su di un’evasione fiscale che si aggira sui 130 miliardi l’anno e sull’illegalità diffusa nella gestione della cosa pubblica che, secondo la Corte dei Conti, costa altri 60 miliardi l’anno allo Stato.

Si potrebbe così scongiurare il progressivo definanzianento del Ssn che giustifica alcune Regioni ad offrire in blocco la sanità pubblica ai privati.

Fonte Fvm  – 19 marzo 2016 

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