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Rinnovo dei contratti, accordo quadro comparti. Cosmed: procedere in fretta ma senza false partenze e stravolgimenti della dirigenza

Comunicato Cosmed. Si è svolto in Aran giovedì 25 marzo l’incontro con le Confederazioni per la definizione dell’accordo quadro, atto preliminare per l’avvio della stagione contrattuale 2019-2021. La trattativa ha risentito della persistenza del comma 687 della legge di bilancio 2019 che con un colpo di mano nottetempo ha prescritto il rientro della Dirigenza Professionale Tecnica e Amministrativa nel contratto della Dirigenza sanitaria.

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Tale norma, già differita in occasione della scorsa stagione contrattuale, è oggetto di numerose richieste di abrogazione da parte di tutte le parti politiche e rappresenta come ribadito da COSMED:

– un’indebita ingerenza della politica nell’autonomo potere decisionale del tavolo sindacale;

– una lesione della libertà sindacale in quanto la rappresentatività è stata determinata sulla base dell’attuale composizione (sarebbe come se dopo le elezioni venissero modificati i collegi elettorali);

– un grave effetto retroattivo non solo sulla rappresentatività sindacale, ma anche su atti già deliberati come quelli sulle prerogative sindacali, con inevitabile contenzioso;

– una disposizione che non tiene conto della separazione dei fondi tra sanitari e TPA avvenuta negli ultimi contratti giustamente distinti tra sanitari e TPA;

– un provvedimento che priva la dirigenza TPA di una rappresentanza costringendo le proprie associazioni a modificare i propri statuti e assetti organizzativi;

– un elemento che non riconosce la specificità della dirigenza sanitaria normata dal Dlgs 229/1999 reintroducendo una commistione che allontana il riconoscimento della dirigenza medica e sanitaria come categoria con caratteristiche specifiche nell’ambito del pubblico impiego;

– una complicazione che produce in decentrata una duplicazione disarmonica di tavoli tra vecchio e nuovo contratto.

Si tratterebbe come si vede di una falsa partenza che in realtà comporterebbe una serie di complicazioni con un rallentamento anziché un’accelerazione dell’iter contrattuale.

Difendiamo la nostra autonomia.

Una confortante unità di vedute si è avuta con CISL e le principali confederazioni autonome della dirigenza.

Per questo la proposta di Aran di separare l’accordo dei comparti da quelli delle aree dirigenziali, come peraltro prescrive la legge che parla di accordi (al plurale) e non di un unico accordo ci è sembrata una buona mediazione e un riconoscimento della dirigenza pubblica come soggetto contrattuale.

Aran preso atto che non ci sono attualmente le condizioni per la sottoscrizione, riconvocherà le parti tra una decina di giorni. Nel frattempo auspichiamo che tempestivamente il legislatore ponga rimedio al problema, da esso stesso creato, abrogando il comma 687 nei prossimi veicoli legislativi.

 

Il precedente

Ieri come COSMeD abbiamo avuto in Aran, con le altre confederazioni sindacali, la riunione per l’accordo quadro sui comparti e aree di contrattazione. L’accordo è l’atto propedeutico per l’avvio della tornata contrattuale 2019-2021. L’esito della riunione non è stato positivo perché ci sono posizioni diverse dei sindacati soprattutto per la definizione delle aree dirigenziali.

L’Aran ha proposto, al fine di consentire comunque l’avvio dei contratti, di definire intanto un accordo per i 4 comparti di contrattazione e di rimandare ad un successivo accordo la definizione delle 4 aree di contrattazione, da chiudersi comunque entro 60 giorni. Tale proposta sarà esaminata nella prossima riunione appena dopo Pasqua.

 

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