Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»L’opinione. Accordo sui soldi, salute al macero. Approvato il Patto per la salute: 330 miliardi in tre anni. Ma per fare che?
    Notizie ed Approfondimenti

    L’opinione. Accordo sui soldi, salute al macero. Approvato il Patto per la salute: 330 miliardi in tre anni. Ma per fare che?

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche6 Luglio 2014Nessun commento3 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    di Daniela Minerva. Beatrice Lorenzin è tutta contentai: il Patto per la salute è chiuso. Qualche dettaglio e sarà legge il provvedimento che fissa 330 miliardi circa in tre anni e fissa, ammettiamolo, un principio importante: se qualcuno vuole risparmiare sugli sprechi del Ssn dovrà poi reinvestire nello stesso Ssn i risparmi.

    Il Patto contiene poi altre misure tra le quali la decisione (sono una ventina d’anni che lo sento dire) di tenere aperti gli studi dei medici di base tutto il giorno e quella di potenziare l’assistenza sul territorio, accanto ai malati (anche questo lo sento annunciare da decenni). Ma…

    Lo stesso giorno in cui Beatrice è felice per il Patto, apprendiamo dal medesimo ministero della Salute che solo otto regioni garantiscono ai loro cittadini i cosiddetti Lea, livelli minimi di assistenza. Sono Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto. Insomma, da Perugia in giù è la barbarie e anche il sussiegoso Piemonte se la cava da schifo. Cos’avrà mai da essere soddisfatta il ministro?

    Non solo: il festeggiatissimo Patto ha un buco al suo interno che altroché il cratere dell’Etna! Semplicemente, i governatori e il ministero si sono accordati sui soldi e qualche (poche) innovazione di governance; ma non hanno trovato la quadra sui Lea, ovvero su cosa si possa definire oggi assistenza decente. Perché i Lea non sono una sigla vuota, sono le prestazioni alle quali abbiamo diritto (dai farmaci, agli interventi chirurgici, all’assistenza, ai test diagnostici). Quello che entra nei Lea il Ssn deve darcelo perché è, appunto il livello minimo di assistenza. Ovvero quello che 13 regioni non riescono a garantire ai malati.

    Quindi non è banale il fatto che nel Patto non li si definisca. Che razza di patto è? Chiamiamolo meglio: è un accordo sui soldi. Poi quel che ci si deve fare con quei soldi è tutto da decidere. Ma è quello che interessa tutti noi.

    Ora, a pensar male si fa peccato, ma… Allora viene da chiedersi se c’è almeno un accordo di massima tra il ministero (garante della Costituzione e dell’applicazione dei Lea) e le regioni. E viene da supporre che ogni regione deciderà i suoi Lea con ciò acuendo drammaticamente la diversità di trattamento sanitario tra gli italiani. I bravi potranno dare le prestazioni utili e innovative ai loro cittadini (bravi anche loro perché hanno saputo giudicare votando), i ciucci restringeranno il numero di terapie e presidi condannando i malati a stare sempre peggio o a pagarsi le cure. Sempre di più. E io continuo a scommettere (non è la prima volta che lo scrivo) che le conseguenze si vedranno tra pochi anni sulle statistiche di mortalità.

    Ma Lorenzin è tutta contenta. Beata lei.

    Repubblica.it – 6 luglio 2014 

    Post Views: 131
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteLampedusa, bimbo aggredito da un cane randagio. Ricoverato a Palermo, è stato operato ma rimane grave
    Precedente Più tasse per tutti, la beffa del federalismo fiscale. Boom delle imposte locali con il taglio dei trasferimenti
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.