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Addio ai maxi-concorsi pubblici. Spunta la preselezione dei candidati. Rughetti: il modello è l’Inghilterra. Sindaci responsabili per le municipalizzate

Basta «concorsoni». Attingendo all’esperienza anglosassone, anche in Italia per il reclutamento nella Pubblica amministrazione saranno utilizzate le preselezioni. Lo ha annunciato ieri il sottosegretario alla Funzione pubblica, Angelo Rughetti, durante la trasmissione «Mi manda Rai Tre». «In futuro dobbiamo fare una preselezione per chi partecipa al concorso – ha detto -, come si fa in tanti Stati, ad esempio l’Inghilterra. Quindi una persona viene prima sottoposta a una valutazione, se supera un determinato livello viene ammessa a partecipare al concorso pubblico».

Per il sottosegretario, «la preselezione si può fare anche non vincolata a un concorso ma in preparazione di concorsi che verranno fatte negli anni successivi», in modo da creare una lista di idonei. E proprio a proposito delle liste di idonei attuali, composte da circa 80 mila persone, che nel 2016 scadranno, Rughetti non ha escluso una proroga al 2018: «E’ una questione ancora aperta» ha detto.

Intanto la delega della Pubblica amministrazione continua il proprio cammino parlamentare per giungere in aula, al Senato, il 31 marzo prossimo, sempre secondo Rughetti. La commissione Affari Costituzionali del Senato è arrivata ieri a esaminare gli emendamenti fino all’articolo 12. Accantonati gli articoli 8bis e 10, che riguardano Camere di commercio e dirigenza pubblica. Il relatore, Giorgio Pagliari (Pd) ha presentato la riformulazione dell’emendamento all’articolo 14 sul riordino delle partecipate. Nel testo è tornata la responsabilità degli amministratori (sindaci, presidenti di Provincia e di Regione) per le società partecipate (che sembrava destinata a saltare dopo un parere della commissione Bilancio), mentre resta quella dei dipendenti delle stesse.

La commissione ha approvato anche il taglio delle Prefetture e l’istituzione degli uffici territoriali dello Stato che ricomprenderanno le conservatorie, le agenzie del Demanio, le sovrintendenze. Sono state fatte salve però le prefetture situate nelle zone più a rischio, come quelle esposte all’arrivo massiccio di immigrati.

Da discutere restano altri temi delicati, dallo spostamento di competenze e risorse all’Inps per le visite fiscali alla semplificazione dei procedimenti che portano al licenziamento dei dipendenti pubblici. Lo scoglio maggiore che resta da affrontare in commissione è di certo la riforma della dirigenza, con molti senatori che annunciano battaglia su alcuni nodi (a partire dall’abolizione della figura del segretario comunale), altre questioni invece saranno affrontate in Aula.

Intanto il ministro Marianna Madia, a proposito di un emendamento che vede tra i firmatari la senatrice Linda Lanzillotta (Pd) e che intende valorizzare il lavoro dei precari delle pubbliche amministrazioni nelle selezioni, ha precisato che sarà escluso che «quelli che hanno avuto un’esperienza nei gabinetti abbiano un punteggio nei concorsi». Quelli che decideranno di fare il concorso «partiranno da zero».

Antonella Baccaro – Il Corriere della Sera – 19 marzo 2015

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