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Agcom approva le regole per rimuovere i contenuti online

Ammorbidita la delibera sul diritto d’autore. Tra le modifiche più rilevanti: solo la Magistratura può far chiudere i siti e sono 15 i giorni di tempo anzichè 5 per il contraddittorio. Adesso 60 giorni per consultazione pubblica

Dopo la protesta contro la censura che è culminata nella Notte della Rete ieri sera, oggi come anticipato l’Agcom ha approvato la delibera sul diritto d’autore online con 7 voti a favore, un contrario e un astenuto, ammorbidendo alcuni punti del provvedimento contestato da chi teme il bavaglio a Internet.

“Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria” ha dichiarato il presidente Corrado Calabrò. “L’articolato verrà ora sottoposto a una nuova consultazione pubblica che prevede un ampio termine per far pervenire osservazioni e suggerimenti. E’ nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro. In questo spirito ho anche dato la mia disponibilità a un’audizione presso le competenti Commissioni parlamentari sullo schema di regolamento qualora il Parlamento lo ritenga opportuno”.

Per ora sul sito dell’Agcom c’è solo il comunicato stampa: si attende la pubblicazione dell’effettivo documento integrale.

Stamattina c’era speranza che Corrado Calabrò ci ripensasse e che il provvedimento decadesse, almeno così come era stato formulato. «Nessun testo che ipotizzi la chiusura dei siti da parte dell’Agcom in sostituzione del giudice o la limitazione dei diritti costituzionalmente tutelati, come la libertà di espressione, avrà il mio consenso» ha dichiarato questa mattina Michele Lauria, commissario dell’Agcom, interpellato dall’Agi prima che avesse inizio la riunione dedicata all’esame del regolamento sul diritto d’autore, regolamento che poi deve essere sottoposto a constatazione pubblica per 2 mesi.

Poco dopo nel feed #notterete su Twitter Layla Pavone ha scritto: “Sembra ci siano buone prospettive sul decadimento del provvedimento. Sembra che Calabro’ non voti”. Poi il sito Geekissimo ha postato in anteprima l’annuncio “Decisione rimandata”: il presidente Agcom pare abbia annunciato che oggi ci sarà solo l’approvazione di uno “schema di regolamento” e che successivamente ci sarà una discussione pubblica sulla norma al fine di ottenere una “soluzione giusta ed equilibrata”.

Fulvio Sarzana invece poco dopo ha parlato con un commissario dell’Authority e ha fugato per primo ogni speranza, snocciolando nel suo blog i termini del provvedimento: “L’Agcom approva oggi 6 luglio lo schema di regolamento sul diritto d’autore con i voti di tutti i Commissari tranne quelli del Commissario Nicola D’Angelo e l’astensione del Commissario Michele Lauria. Il Commissario Gianluigi Magri, contrariamente a quanto era circolato nei giorni scorsi, riprende il ruolo di relatore e firmerà il provvedimento. All’interno del Provvedimento tutti i meccanismi di rimozione selettiva già annunciati e l’inibizione in casi di siti esteri all’accesso dei cittadini italiani che verranno segnalati ai provider italiani. Non si tratterebbe di un ordine impartito ai sensi del codice delle comunicazioni elettroniche per i provider, ma di un “warning”. Dopo alcuni warning l’Autorità si rivolgerà alla Magistratura. Il testo viene ora messo in consultazione per un periodo di 60 giorni. Il periodo di contraddittorio è esteso a 15 giorni. L’Autorità inoltre invierà una segnalazione al Governo relativa a possibili estensioni di poteri al fine di poter esercitare direttamente poteri inibitori”.

Adesso il provvedimento sarà sottoposto a consultazione pubblica per 60 giorni. Guarda caso, in pieno periodo di vacanze estive, quando l’attenzione pubblica va scemando. Ma poteva andare peggio.

Lastampa.it – 6 luglio 2011

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