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Mantova. Il giudice assolve le coop: sul latte nessuna truffa

Sei società finite sotto inchiesta per i calcoli sulle quote sbagliati dall’Agea. Quaranta le procure coinvolte. Il ministero vara una commissione di indagine

MANTOVA. Dieci presidenti di sei cooperative lattiero casearie, succedutisi alla guida delle società a partire dal 2002, sono stati assolti dall’accusa di truffa aggravata collegata alle quote latte. La sentenza è stata emessa dal giudice Dario De Luca, al termine dell’udienza preliminare a cui erano presenti i difensori delle cooperative mantovane, Marco Piacentini e Ester Ermondi, e il pubblico ministero Giulio Tamburini. Erano stati indagati con l’accusa d’aver costituito le cooperative al solo scopo di non versare le multe. Il giudice ha assolto i presidenti perché il fatto non sussiste, ritenendo quindi perfettamente legale l’operato delle società. Tra l’altro in questi mesi è stata messa in discussione proprio l’esistenza stessa delle multe quote latte.

«I carabinieri infatti – conferma l’avvocato Ester Ermondi che ha difeso gli amministratori – hanno accertato che i dati sui quali si basano le multe sono errati se non falsi. Quindi non solo le cooperative mantovane sono del tutto esistenti e non hanno commesso alcun reato ma addirittura i carabinieri hanno accertato che le multe delle quote latte, basate su dati del tutto falsi, non erano da pagare per il semplice fatto che il latte che Agea dice essere stato prodotto in Italia, non poteva esistere. Per una ragione molto semplice: che in Italia non ci sono bovini sufficienti a produrre quel quantitativo di latte».

Chi ha sbagliato? I carabinieri che hanno condotto le indagini per conto di quaranta procure in tutt’Italia, hanno accertato condotte discutibili nella gestione delle quote latte da parte dell’Agea, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura, che avrebbe estrapolato un dato non corretto sul numero dei capi.

Questo ha causato una scorretta quantificazione della produzione italiana; secondo i carabinieri l’Italia non ha mai superato la quota attribuita dalla Comunità europea, quindi occorre fare chiarezza sulle reali responsabilità, in quanto l’Italia ha versato milioni all’Europa.

Pochi giorni fa, intanto, il ministro delle Politiche agricole Mario Catania ha deciso di istituire una commissione di indagine amministrativa con il compito di valutare ogni profilo della vicenda Agea-Sin, analizzando il periodo di gestione dell’ente relativo almeno agli ultimi 18 mesi con riguardo sia alla gestione ordinaria sia a quella commissariale. La decisione del ministro è seguita a interpellanze parlamentari e criticità da più parti sollevate riguardo la gestione di Agea e della controllata Sin. La Commissione consegnerà la relazione entro fine mese.

La Gazzetta di Mantiva – 10 giugno 2012

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