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Agguato brutale. L’orso Stefano ucciso a fucilate nel Parco nazionale d’Abruzzo

Colpito da tre pallottole, era uno dei circa 60 orsi marsicani dell’area. Wwf: «Intervenga Letta». Quello di Stefano, l’orso marsicano trovato ucciso domenica nel Parco nazionale d’Abruzzo, è stato un «brutale assassinio», come lo ha definito l’Ente Parco.

Per il quale il presidente del Wwf Italia Dante Caserta chiede l’intervento del presidente del Consiglio Letta, «per tutelare un patrimonio di inestimabile valore». Di orsi bruni marsicani, infatti, ne restano poche decine: secondo le stime non più di una sessantina di esemplari. Per questo il Wwf si appella al premier: «E’ inaccettabile che nel 2013 si spari a una specie protetta a livello europeo, ed è ancora più inaccettabile che questo avvenga all’interno di un’area naturale protetta».

«BRUTALE ASSASSINIO» – L’orso Stefano è stato ucciso con tre colpi di fucile, probabilmente sparati da diverse armi e quindi – si ipotizza – da un gruppo di bracconieri. La carcassa era stata trovata domenica mattina sul Monte Marrone, nel versante molisano del Parco nazionale d’Abruzzo, su segnalazione di un escursionista. In un primo tempo si era ipotizzato l’avvelenamento come causa del decesso, ma in seguito agli esami svolti all’università di Teramo e all’Istituto zooprofilattico è emersa la presenza di tre pallottole nel corpo dell’orso. Secondo gli esperti si è trattato di una vera e propria esecuzione, tanto che nel comunicato ufficiale l’Ente Parco lo definisce un «brutale assassinio».

LA DENUNCIA – L’Ente Parco, che si è occupato delle radiografie sul corpo, ha annunciato che nei prossimi giorni sporgerà denuncia alla Procura di Isernia: gli orsi marsicani, simbolo del Parco e specie a rischio d’estinzione, rappresentano anche una delle fonti di interesse per i turisti che visitano la zona. Non si tratta della prima volta che un orso viene ucciso all’interno del parco: nel suo comunicato, il Wwf ricorda casi avvenuti negli anni passati, come la morte dell’orso Bernardo e quella di altri due orsi nell’autunno del 2007, «una strage rimasta senza colpevoli. Così come ad oggi è rimasto impunito l’avvelenamento di numerosi animali degli anni passati fino a quelli dei mesi scorsi». Secondo le stime del Parco nazionale dal 1971 ad oggi 18 orsi sono stati uccisi con armi di fuoco, mentre molti altri sono morti per lacci e bocconi avvelenati, e altri ancora per incidenti stradali.

Corriere.it – 9 luglio 2013 

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