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Agricoltura. L’assessore Pan: “Veneto penalizzato da nuova gestione riforma Pac. Il sistema di pagamenti Agea non funziona. Molte aziende non hanno visto un euro”

“Questo sistema non funziona. Gli aiuti europei agli agricoltori veneti arrivavano puntuali quando la Regione, tramite l’agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, ne aveva la gestione diretta. Ora invece, con Agea, molte aziende agricole non hanno ancora visto un euro”. A puntare il dito contro una delle novità della riforma della Pac è l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan, che si fa interprete dell’insoddisfazione di migliaia di imprenditori agricoli che non hanno ancora ricevuto i pagamenti della Domanda unica 2015.

“La causa dei ritardi – denuncia l’assessore – è il nuovo sistema di coordinamento a livello nazionale introdotto con la riforma della Pac. Questo è il primo anno di applicazione per cui spetta ad Agea, l’agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura, calcolare i valori dei titoli delle aziende italiane e definire le procedure per i diritti agli aiuti. Risultato del nuovo sistema centralizzato? Ritardi di mesi. Nel 2014, ultimo anno della vecchia Pac prima della riforma, gli aiuti della Domanda Unica 2014 sono stati pagati agli agricoltori prima di Natale. Quest’anno, invece, temo che la partita dei pagamenti della Domanda Unica 2015 non si concluderà prima di giugno 2016. E’ evidente che il sistema non funziona”.

L’assessore veneto mette nel mirino l’organizzazione nazionale del sistema informativo unificato del comparto agricolo (SIAN) e il ruolo di coordinamento di Agea che “sta rallentando la funzionalità degli organismi pagatori”, in particolare di quelli già ben rodati come Avepa.” L’agenzia veneta risulta essere il secondo organismo pagatore italiano dopo Agea, per numero di fascicoli aziendali: con 134.742 aziende agricole servite e oltre un miliardo di euro di aiuti erogati nel precedente ciclo della programmazione comunitaria (Prs 2007-2013), Avepa ha dato prova di saper spendere bene i fondi europei, rispettando la tempistica. Anzi – fa notare Pan – nel settore vitivinicolo la capacità di spesa di Avepa ha consentito addirittura di aumentare la dotazione finanziaria degli aiuti a 36 milioni, recuperandone 6 da altre regioni che non sono riuscite a spenderli”

“Evidentemente saper fare bene non basta – commenta amaro Pan – Avepa è pronta ad esportare esperienza e modello organizzativo, ma è il sistema nazionale a dover cambiare. E’ inaudito che a pagare il prezzo dei ritardi negli aiuti siano proprio le aziende di una regione che si è organizzata e ha investito da anni per dotarsi di una propria agenzia di pagamenti nel settore primario”.

24 febbraio 2016 

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