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Agroalimentare a rischio shock. Allarme dai Lloyd’s: El Niño potrebbe innescare rivolte in Medio Oriente, Nordafrica, America

Il sistema agroalimentare è più vulnerabile che mai a shock improvvisi. È quanto emerge dal Lloyd’s emerging risk report, rilasciato lo scorso 16 giugno dalla compagnia assicurativa e riassicurativa focalizzata sui rischi speciali. Il rapporto è inteso ad aiutare i sottoscrittori che operano nel mercato dei Lloyd’s a identificare gli effetti, in precedenza trascurati, della sicurezza alimentare in materia d’assicurazione e di rischio.

E descrive uno scenario, elaborato in collaborazione con esperti del mondo accademico del Regno Unito e degli Stati Uniti, che evidenzia le conseguenze economiche e umanitarie di sconvolgimenti meteorologici, come catastrofi climatiche o pandemie vegetali, spesso aggravati dall’influenza negativa dei mutamenti climatici in atto. Più in dettaglio, il report evidenzia che una combinazione di tre eventi meteorologici catastrofici (per esempio l’impatto di El Niño, la diffusione della ruggine del frumento in Russia e le temperature più calde in Sud america), potrebbe portare a un diminuzioni nella produzione globale di alimenti di base nell’ordine del 10% nel mais, dell’11% nella soia, del 7% nel frumento e del 7% nel riso. I prezzi di grano, mais e soia potrebbero quadruplicare rispetto ai livelli medi registrati durante i vent’anni precedenti allo shock dei prezzi agricoli mondiali del 2007/08. E quelli del riso anche quintuplicare.

Lo scenario indica, inoltre, che questa serie d’eventi potrebbe scatenare rivolte per il cibo nelle aree urbane di Medio Oriente, Nordafrica e America latina, che potrebbero portare a una più ampia instabilità politica, con effetti a catena per una vasta gamma d’imprese.

L’impatto economico complessivo dei prezzi dei generi alimentari, in combinazione con l’aumento dell’instabilità politica, potrebbe avere gravi ripercussioni sui mercati finanziari. I principali mercati azionari europei potrebbero perdere il 10% del loro valore e quelli degli Usa il 5%.

«Uno shock sistemico all’approvvigionamento alimentare globale», evidenzia Vittorio Scala, country manager dei Lloyd’s in Italia, «potrebbe innescare richieste di risarcimento significative tra più classi d’assicurazione, tra cui il terrorismo e la violenza politica, il rischio politico, l’interruzione d’attività, la marina e l’aviazione, l’agricoltura, la responsabilità civile del prodotto e il richiamo e la responsabilità ambientale. E la capacità degli assicuratori di pagare rapidamente i crediti sarebbe un fattore importante per il recupero postshock».

ItaliaOggi – 24 giugno 2015

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