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Al via le sanzioni Sistri, ma imprese agricole esonerate. Sono diventati obbligatori l ’iscrizione al sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti e il pagamento del contributo

L’iscrizione al sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti (Sistri) ed il pagamento del contributo diventano obbligatori. L’articolo 9 del decreto legge 31 dicembre 2014, n. 192, come modificato in sede di conversione in legge, prevede l’applicazione delle sanzioni per il mancato rispetto degli oneri di adesione al sistema a decorrere dal 1° aprile 2015. L’obbligo di iscrizione al Sistri ha come presupposto la produzione e/o la gestione di rifiuti pericolosi e, per quanto concerne i produttori, è posto a carico di imprese o enti che abbiano più di dieci dipendenti.

Con specifico riferimento al settore agricolo, si ricorda che il Decreto del Ministro dell’Ambiente n.126, del 24 aprile 2014 esonera completamente dall’obbligo di adesione, a prescindere dal numero dei dipendenti dell’impresa, le imprese agricole e le imprese della pesca e dell’acquacoltura iscritte nell’albo speciale delle imprese agricole che conferiscano i propri rifiuti nell’ambito di un circuito organizzato di raccolta che è un  sistema di raccolta organizzato sulla base di un accordo di programma stipulato tra la pubblica amministrazione ed associazioni imprenditoriali rappresentative sul piano nazionale, o loro articolazioni territoriali, oppure sulla base di una convenzione-quadro stipulata tra le medesime associazioni ed i responsabili della piattaforma di conferimento, o dell’impresa di trasporto dei rifiuti.

All’accordo di programma o alla convenzione-quadro deve seguire la stipula di un contratto di servizio tra il singolo produttore ed il gestore della piattaforma di conferimento, o dell’impresa di trasporto dei rifiuti, in attuazione del predetto accordo o della predetta convenzione.

Pertanto, gli imprenditori agricoli non sono obbligati all’iscrizione al Sistri a condizione che dimostrino di aver stipulato un contratto di servizio con il gestore di una piattaforma di conferimento, sulla base di una convenzione quadro stipulata da Coldiretti con il gestore medesimo, o di un accordo di programma definito con gli enti locali. La decorrenza delle sanzioni rende, quindi, opportuna una verifica della sussistenza delle condizioni che giustificano l’esonero.

Fonte: Coldiretti – 2 aprile 2015 

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