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Alimentare, Bauli verso Bistefani. «Ma l’affare non è ancora fatto»

Prolungate le trattative. Il presidente Alberto: non ci sono vincoli di esclusiva ma conosco la famiglia Viale da 25 anni, possiamo bypassare certe forme

VERONA—Ma allora è vero che Bauli si mangia i Krumiri sotto l’albero? I giochi di parole si sprecano, le agenzie di stampa danno per fatto l’affare ma lui, il diretto interessato, continua schiacciare sul freno: «Da qui a dire che l’acquisizione sta per chiudersi – scandisce Alberto Bauli al telefono – c’è di mezzo il mare». L’avvicinamento verso Bistefani non è negato, anzi: «È chiaro che i prodotti di questa azienda sono interessanti per il nostro gruppo. Lo sono, per esempio, il Buondì o la Girella, che un tempo erano sotto il marchio Motta». Un brand acquisito negli scorsi anni dal gruppo veronese, ma solo per quanto riguarda i prodotti di ricorrenza, panettoni e colombe. Ancora il presidente Bauli: «L’esclusiva sulle trattative scade giovedì e si parla di prolungamento fino a gennaio inoltrato? In realtà non abbiamo alcun vincolo contrattuale, io ho un rapporto personale con la famiglia Viale, che conosco da 25 anni, e possiamo bypassare tranquillamente certe forme. Non abbiamo bisogno di vincoli di esclusiva».

Bauli non vuole sbilanciarsi troppo e sottolinea: «Di questi tempi bisogna stare attenti a quello che si fa». Come dire che la due diligence sulla Bistefani non è a un punto così avanzato. Però ammette che «le due precedenti acquisizioni (Motta e Doria, ndr) le abbiamo fatte in condizioni analoghe». E le condizioni di Bistefani sono piuttosto gravi dal punto di vista finanziario: la Luigi Viale spa ha un’esposizione verso le banche per 35 milioni a cui si aggiunge una decina di milioni di debiti verso la parte alta della catena societaria. La situazione della galassia Bistefani è sfociata in ottobre nell’istanza di concordato in continuità presentato dalla Luigi Viale spa al Tribunale di Casale Monferrato. Il gruppo Bauli, che ha chiuso il 2011-12 con ricavi netti per 412 milioni, rileverebbe l’azienda dei Krumiri con l’accollo di debiti per circa 45 milioni, a fronte di un fatturato di 75 milioni. Quindi, non ci sarebbe impegno con nuovo capitale ma, sostanzialmente, un salvataggio a prezzo zero ma con l’assorbimento della posizione finanziaria. La finalità è sempre la stessa: Bauli da alcuni anni intende crescere nelle dimensioni ma soprattutto spingere sulla diversificazione dei prodotti, alleggerendo il peso dei prodotti di ricorrenza sul totale dei ricavi.

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