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Alimentare. Inalca (Cremonini) sbarca in Spagna con il 60% di Comit. Rilevato gruppo distributivo di specialità agroalimentari italiane

Inalca Food & Beverage, la giovane controllata – attraverso Inalca – del Gruppo Cremonini specializzata nella distribuzione internazionale di specialità agroalimentari italiane, ha annunciato ieri l’acquisizione del 60% di GrupoComit, il più importante distributore di food made in Italy nelle Canarie con un portafoglio di 2.500 clienti tra ristoranti, hotel, supermercati e cash&carry nell’arcipelago atlantico ai quali vende 800 referenze (al 90% italiane) attraverso 7 piattaforme distributive con 100 dipendenti e un fatturato che quest’anno toccherà i 16 milioni di euro.

L’ingresso nel mercato spagnolo è solo l’ultima – ma anche la più grande – tessera del puzzle che il colosso modenese dell’alimentare ha iniziato a comporre quattro anni fa dando vita a IF&B «per mettere a sistema competenze, know-how e relazioni a livello mondiale costruite dal gruppo in oltre mezzo secolo di attività – afferma l’ad Augusto Cremonini, il minore dei quattro figli del patron Luigi – trasferite in una newco che ha come mission portare all’estero, nel canale foodservice, i prodotti tipici della cucina italiana, permettendo anche alle Pmi di essere presenti con continuità ed efficienza in ogni angola del pianeta». In linea con la strategia di CDP Equity, che due anni fa è entrata al 28,4% in Inalca (con il veicolo IQMIIC) proprio per accelerare lo sviluppo della distribuzione estera di made in Italy alimentare.

«Con l’operazione GrupoComit – continua l’ad – abbiamo l’opportunità di crescere velocemente in uno dei più importanti mercati di riferimento del turismo mondiale dove pensiamo di poter raddoppiare le performance nel giro di cinque anni». L’acquisizione è in linea con la strategia di IF&B di svilupparsi in aree internazionali a forte vocazione turistica, dove cultura e cucina italiana di qualità sono il punto di riferimento a tavola, focalizzandosi nel segmento medio-alto del canale Horeca e garantendo anche alle catene retail la fornitura regolare di specialità del Belpaese. «Acquisiamo quote di controllo di player specializzati nell’import e nella distribuzione di food italiano, lasciamo che il partner resti operativamente alla guida e offriamo il supporto finanziario, tecnico, organizzativo e logistico che permette di fare il salto dimensionale», spiega l’ad.

Prima delle Canarie, solo quest’anno, IF&B ha chiuso M&A di società distributive in Thailandia, Australia e Malesia, tanto che ha già in portafoglio un fatturato 2017 di 80 milioni di euro, a fronte dei 35 milioni con cui si chiuderà quest’anno. «A inizio 2017 avremo una seconda grossa operazione a Hong Kong – anticipa Cremonini – e stiamo lavorando per espanderci a Singapore e a Dubai, due hub strategici in aree economiche ad altissimo potenziale. Così come sbarcheremo nei prossimi mesi in Finlandia, Paese che ama molto la cucina italiana».

Il Sole 24 Ore – 30 novembre 2016 

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