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Alimenti oggetto di allerta. De Filippo: dal 2016 pubblicati sul portale del Ministero tutti i provvedimenti di richiamo

defilippovitoIl sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, è intervenuto ieri mattina in commissione Sanità al Senato per rispondere ad alcune interrogazioni. Quella presentata da Manuela Granaiola (Pd) riguardava la pubblicità relativa al ritiro dal mercato di alimenti pericolosi per la salute. Il sottosegretario fa presente, in primo luogo, che il sistema di allerta rapido europeo denominato RASFF consente di notificare, in tempo reale, i rischi diretti e indiretti per la salute pubblica connessi ad alimenti, mangimi e materiali a contatto e, quindi, di adottare tempestivamente le opportune misure di salvaguardia e di comunicarle a tutti i membri del network. Istituito sotto forma di rete (Regolamento CE 178/2002), i cui punti di contatto sono la Commissione Europea, gli Stati membri dell’Unione e l’EFSA, il sistema si attiva, attraverso procedure standardizzate, quando un prodotto che presenta, o può presentare, un pericolo per la salute ha raggiunto il mercato comunitario.

Fa poi rilevare che la normativa europea in materia di sicurezza alimentare individua l’operatore del settore alimentare (OSA) quale responsabile della sicurezza dei prodotti immessi sul mercato (articolo 17 Regolamento 178/2002), e precisa che ciascuno Stato membro deve comunicare alla Commissione, attraverso il sistema rapido di allerta, ogni misura che è stata adottata per limitare i rischi per il consumatore, comprese le eventuali ipotesi di ritiro, o di richiamo, del prodotto non conforme messe in atto dall’OSA. Il richiamo prevede l’informazione al consumatore attraverso appositi cartelloni ai punti vendita, e/o attraverso i media.

Segnala che le misure adottate dall’OSA sono sempre oggetto di verifica da parte delle Autorità competenti locali, come disposto dalle linee guida nazionali sulla gestione operativa del sistema di allerta rapido, di cui all’Intesa Stato-Regioni del 13 novembre 2008. E’ altresì responsabilità della Autorità competente locale imporre all’operatore inadempiente le procedure relative al ritiro/richiamo, con provvedimento sanzionatorio. In merito a quest’ultimo aspetto, rappresenta che il ritiro puntuale dal mercato dei prodotti non conformi da parte degli operatori, unitamente alla verifica da parte dell’Autorità competente sulla loro efficacia, è una misura idonea a garantire la sicurezza del consumatore. Fa presente, altresì, l’elevato numero di notifiche trasmesse dal RASFF che, nel corso dell’ultimo anno, sono risultate 3097, spesso accompagnate da ampie liste di distribuzioni primarie e secondarie, sia in ambito nazionale che extra nazionale,e che impongono le opportune e necessarie verifiche da parte delle Asl.

Riferisce che, a seguito delle numerose richieste pervenute negli ultimi anni, in merito alle modalità da seguire per una corretta informazione dei cittadini sulla natura dei rischi connessi a prodotti alimentari oggetto d’allerta, il Ministero della salute ha dato piena attuazione alla direttiva generale dello stesso Dicastero per l’attività amministrativa e la gestione del 28 gennaio 2015, effettuando uno studio di fattibilità riguardante la possibilità di pubblicare sul portale del Ministero, in una pagina web dedicata, tutti i provvedimenti di richiamo. Sono state anche individuate delle indicazioni operative per uniformare i comportamenti nel territorio nazionale degli OSA e delle ASL territorialmente competenti, riguardo all’adozione dei provvedimenti di richiamo e di ritiro.

Soggiunge che il citato studio di fattibilità, che si è appena concluso, ha permesso di predisporre un “documento guida” sulle corrette procedure per il richiamo degli alimenti, che è stato condiviso con gli Assessorati alla Sanità delle Regioni e delle Province autonome e, successivamente, è stato oggetto di consultazione con gli stakeholder interessati (associazioni di categoria e associazioni dei consumatori).

Pertanto, sulla base dello studio in questione, si provvederà a pubblicare uno specifico documento operativo e, nel contempo, a predisporre, presumibilmente nel corso del 2016, una apposita pagina web nel portale del Ministero della salute.

La senatrice Granaiola (Pd) si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta, sottolineandone il carattere tardivo ed esprimendo perplessità in merito all’efficacia delle misure a cui è stato fatto riferimento: occorrerebbero, a suo giudizio, strumenti realmente idonei ad aiutare i consumatori all’atto dell’acquisto dei prodotti all’interno dei punti vendita.

Da Quotidiano sanità – 26 novembre 2015 

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