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Alla Camera slitta il voto sull’arresto di Galan, ira Boldrini: basta rinvii. La decisione spostata al 22 luglio

Accolta la richiesta di Forza Italia per lo spostamento della decisione a martedì. La presidente: quella data è ultimativa. Voto rinviato sull’arresto di Giancarlo Galan, ma solo per pochi giorni. Non più oggi, come previsto, se ne riparlerà martedì, ma senza ulteriori slittamenti. Lo decide la presidente della Camera Laura Boldrini, al termine della conferenza dei capigruppo all’esordio della quale Renato Brunetta si presenta col certificato medico inviato dallo stesso presidente della commissione Cultura, adesso ricoverato all’ospedale di Padova.

Tromboflebite seguita a rottura di tibia e perone, «impossibilità a muoversi per 40 giorni », scrivono i medici. L’ex governatore veneto travolto dall’inchiesta tangenti sul Mose, per il quale i giudici di Venezia chiedono al Parlamento l’arresto immediato, rivendica il diritto di essere presente e difendersi nel giorno della votazione che segnerà il suo futuro personale e politico.

Si sarebbe dovuto votare questa mattina dalle 11. Anche il democratico Roberto Speranza in conferenza dei capigruppo si dice favorevole a un minimo gesto di «clemenza» verso il deputato sub iudice in precarie condizioni di salute, stando ai certificati. Allora passa la mediazione di martedì. Ma non si può andare oltre, chiude la Boldrini. «Un ulteriore rinvio sarebbe sine die, alla luce del quadro clinico che ci hanno prospettato — argomenta la presidente della Camera — Va bene concedere qualche giorno in più ma in maniera ultimativa, non più differibile». Sei giorni, non oltre.

Un mini slittamento ritenuto comunque «una triste notizia» da Beppe Grillo, ennesimo episodio di autoconservazione della casta, denuncia dal blog. «Non vorremmo che tutto poi slitti a settimbre» avverte la portavoce del M5s Paola Carinelli. Il fatto è che a restare assai deluso del rinvio di pochi giorni è lo stesso Galan. «A quel punto si poteva pure votare oggi, cambia poco» è lo sfogo del deputato che trapela dall’ospedale. Le parole dell’avvocato Antonio Franchini lo confermano: «Un rinvio così breve, di soli sei giorni, non ha nessun senso logico. Per quella data saremmo esattamente punto a capo come adesso. È ridicolo, hanno certificati che parlando dell’impossibilità di camminare per 40 giorni per evitare un embolo». Giornata nera per l’ex ministro dei Beni culturali, in cui il gip di Venezia Alberto Scaramuzza ha anche emesso ordinanza di non luogo a procedere sull’istanza per la concessione dei domiciliari allo stesso Galan, che era stata avanzata dai legali dopo il ricovero di sabato scorso. Impossibile convertire ora il carcere in domiciliari — è stata la motivazione del giudice — dato che ancora la Camera non si è pronunciata nemmeno sugli arresti. Se ne riparlerà martedì alle 11, a questo punto. Senza tempi supplementari

Repubblica – 17 luglio 2014

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