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“Allarme trombe d’aria, è solo l’inizio: tutta l’estate a rischio”. Le bombe d’acqua colpa del caldo record di luglio Gli esperti: come terremoti, impossibile prevedere

Elena Dusi. Per i meteorologi questi nubifragi sono l’equivalente di un piccolo terremoto. Impossibili da prevedere, in pochi minuti di vento e pioggia scaricano tutta l’energia accumulata in mesi di caldo record. La tromba d’aria di Firenze, che arriva dopo un luglio che ha sfondato la temperatura media di oltre due gradi, ha scatenato più di 50 millimetri di pioggia (l’equivalente delle precipitazioni di un mese) in un’ora e mezza, con picchi di 22 millimetri in 15 minuti e raffiche fino a 140 km all’ora. Ha colpito intensamente un’area di un chilometro quadrato o poco più, ma i danni che ha causato sono paragonabili a quelli di un uragano tropicale.

«Queste trombe d’aria si formano in una ventina di minuti. Prevederle è impossibile. Era stato anticipato un temporale, ma nessuno poteva dire quel che sarebbe successo» spiega Giampiero Maracchi, climatologo dell’università di Firenze e presidente del consorzio meteorologico Lamma del Cnr. «Eventi simili stanno diventando sempre più frequenti» aggiunge Bernardo Gozzini, che dirige il Lamma e il centro meteo della Regione Toscana. «Negli ultimi 15 anni sono triplicati e la loro forza è aumentata del 30-40%. Il cambiamento climatico ormai è in atto e l’intensità del nubifragio di due giorni fa è diretta conseguenza del luglio appena passato, fra i più torridi di sempre. Ed è tutto il 2015, ormai, a candidarsi come anno più caldo dell’ultimo secolo e mezzo».

In Toscana la scena di sabato si è ripetuta tre volte in meno di un anno: nell’autunno del 2014, a marzo e ancora oggi. A farne le spese a settembre furono gli alberi dell’orto botanico di Firenze e a marzo la pineta di Forte dei Marmi. «Il 5 marzo si registrarono raffiche di 160 chilometri orari» aggiunge Gozzini. «Toscana e Liguria sono regioni particolarmente colpite perché le perturbazioni provenienti da ovest si scontrano con le Alpi Apuane e quelle Liguri» spiega Maracchi. «Quest’anno, oltre all’Atlantico più caldo per via del cambiamento climatico, abbiamo avuto anche un Mediterraneo sottoposto a quasi un mese di anticiclone libico. L’energia che si è accumulata nell’acqua e nell’aria è intensissima».

A differenza dell’anticiclone delle Azzorre, che tradizionalmente accompagna le estati italiane e funge da baluardo contro le perturbazioni, quest’anno in Italia si è installato l’anticiclone libico, «che oltre a portare con sé temperature superiori anche di quattro o cinque gradi è permeabile alle perturbazioni provenienti da ovest» spiega Maracchi. Caldo intenso e instabilità meteorologica creano il giusto mix per nubifragi e trombe d’aria. Ecco allora che sabato una perturbazione proveniente dalla Francia ha portato aria fresca verso un Tirreno carico di calore e umidità. «Intorno alle 16 e 30 in Toscana un temporale molto intenso ha iniziato a spostarsi a gran velocità dalla costa fino a Firenze» descrive Gozzini.

Eppure quel che i meteorologi si aspettavano per sabato pomeriggio era un temporale estivo o poco più. Le previsioni registravano un livello di allerta giallo, quindi basso: “temporali localmente intensi con forti venti e grandine”. «In questi giorni l’instabilità pomeridiana è alta ovunque, specialmente vicino alle montagne. Ci aspettiamo dei temporali estivi, ma non abbiamo strumenti per prevedere fenomeni intensi come quello di Firenze, tantomeno per lanciare allarmi in tempo utile» spiega il tenente Stefania De Angelis del servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare. «Questa sorta di previsioni a brevissimo termine, che in inglese si chiamano “nowcasting” richiedono strumenti e calcoli davvero troppo complicati».

Il caldo di questa estate record renderà il tempo turbolento anche ad agosto. «Per i prossimi tre o quattro giorni è prevista un’altra ondata di calore. Poi arriveranno nuove perturbazioni e si ricreeranno condizioni non diverse da quella di Firenze. E così si dovrebbe andare avanti per tutto il mese» prevede Maracchi

Repubblica – 3 agosto 2015 

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