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Allerta assembramenti: 30mila in piazza per la festa scudetto dell’Inter. E in molte altre città strade e ristoranti pieni. Il virologo Pregliasco: “Fra 15 giorni aumenteranno i contagi”

La Stampa. Prima davanti al Duomo e poi in altre vie e piazze. I tifosi interisti ieri pomeriggio hanno invase Milano, come se non ci fosse una pandemia, per festeggiare lo scudetto. Non tutti erano muniti di mascherina e nessuno dei 30 mila giovani, più 6 mila ultras, contati dalla polizia ha rispettato le distanze di sicurezza. Se serviva un esempio di cosa non doveva succedere nel primo weekend di semilibertà si è visto sotto la Madonnina. Mentre il generale Figliuolo a Roma inaugurava la vaccinazione nei centri commerciali e spiegava di voler mettere il turbo alla campagna aprendo a tutti gli under 65, a Milano si creava il più grande assembramento dall’inizio della pandemia.
Ancora alle 22 centinaia di tifosi nerazzurri festeggiavano davanti al Castello Sforzesco, costringendo la polizia a intervenire in tenuta antisommossa per mandarli a casa per il coprifuoco. «Si tratta di un evento annunciato e prevedibile da giorni, eppure l’unico a essere colto di sorpresa è il sindaco Sala che non ha previsto misure per contrastare gli assembramenti», attacca Licia Ronzulli di Forza Italia.
Alle 22 interviene la polizia
A farsi sentire sono anche le associazioni di categoria, che continuano a subire chiusure parziali e controlli. «Mi chiedo perché a Milano, in Darsena o in Brera, sia necessario transennare le vie per evitare assembramenti e veicolare i flussi di persone e in piazza del Duomo possano riversarsi in migliaia in modo incontrollato», lamenta Marco Barbieri di Confcommercio. «Stupisce vedere come si usino pesi e misure diverse in una situazione di emergenza comune – continua -. Bar e ristoranti non possono aprire i loro locali, pur garantendo distanziamento e sanificazione, ma viene concesso il solo utilizzo dello spazio esterno. Piazze e parchi invece posso riempirsi in modo incontrollato e senza alcuna precauzione sanitaria».
Nonostante il maltempo di sabato su larga parte del Paese, nel weekend in molte città – da Torino a Napoli – si sono visti assembramenti davanti a bar e ristoranti all’aperto e non sono bastate le 12.960 attività ispezionate, 39 chiuse, 90 sanzionate, 93.096 persone controllate, 1.965 sanzionate e 177 denunciate dalle forze dell’ordine. Né sono mancati i furbetti. Sempre a Milano sono stati chiusi tre ristoranti che davano da mangiare al chiuso come nulla fosse. A Roma i carabinieri hanno multato 25 partecipanti a due feste private senza distanziamento e mascherine. A Giugliano vicino Napoli la polizia ha scoperto centinaia di giovani che ballavano in una villa. E in Calabria, teoricamente zona arancione, sono stati multati due gruppi sorpresi a fare il barbecue.
Da registrare anche alcune proteste. A Lipari il primo maggio si è svolta una passeggiata serale contro il coprifuoco e a Pesaro i no mask si sono ritrovati dopo le 22: uno denunciato e 50 multati. —

Gli effetti delle riaperture, delle feste clandestine e di assembramenti come quello dei tifosi dell’Inter di ieri «si vedranno tra 14 giorni, da metà maggio in poi: temo che ci sarà un incremento dei casi, non una nuova ondata ma un’onda di risalita» ha detto il virologo Fabrizio Pregliasco intervenendo ad “Agorà” su Rai3: «La speranza è che la vaccinazione dei più fragili possa riequilibrare la situazione – ha aggiunto – così come confidiamo in condizioni meteo più favorevoli, con più tempo trascorso all’esterno».

 

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