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Alta tensione sui prezzi di latte e cereali. L’ultimo report della Commissione segnala nel 2014 un boom produttivo e un crollo dei listini

Alta tensione nella Ue sui prezzi delle principali commodity. Uno studio della Commissione europea ha segnalato una crescita record nel 2014 della produzione di latte e cereali a cui si affianca un preoccupante calo delle quotazioni. Una conferma arriva anche dall’indice Fao dei prezzi sceso per il sesto mese consecutivo con i ribassi più consistenti proprio per latte e cereali.

Per quanto riguarda i cereali Bruxelles prevede un raccolto record di 317 milioni di tonnellate, che fa seguito alla buona produzione realizzata nel 2013. Le consegne di latte dovrebbero raggiungere quota 146,4 milioni di tonnellate con un incremento del 3,7% rispetto allo scorso anno. Ma l’aumento nell’Unione europea non ha comportato complessivamente uno sforamento del tetto fissato, anche se otto paesi (su 28 partner) sono andati fuori quota. La situazione produttiva resta comunque sotto controllo alla «vigilia» della cancellazione delle quote fissata il 31 marzo 2015.

Ma è sui prezzi che la partita si fa dura. Secondo uno studio del gruppo finanziario Rabobank, infatti, i listini da febbraio sono diminuiti del 30% sui mercati internazionali. Un trend ribassista che anche nei prossimi mesi non dovrebbe mostrare alcun segnale di inversione.

A schiacciare le quotazioni ci sono l’aumento produttivo dei principali paesi esportatori e la domanda cinese inferiore alle aspettative. E i dati produttivi rischiano di appesantire il difficile negoziato sul rinnovo del prezzo del latte in corso in Lombardia, dove si concentra il 40% della produzione nazionale. E proprio nei giorni scorsi l’assessore all’Agricoltura della regione, Gianni Fava, aveva lanciato l’allarme sulle pesanti ripercussioni sulla filiera del Grana padano e del Parmigiano reggiano con crolli delle quotazioni tra l’11 e il 12 per cento. Il latte spot, un «faro» per l’andamento dei listini, in un anno ha lasciato sul campo più del 27 per cento.

Da qui la richiesta di intervenire con una operazione di ritiro. E due giorni fa il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha annunciato i primi bandi di gara dell’Agea per il ritiro di formaggi Dop da destinare agli indigenti per oltre 12 milioni. L’iniziativa si inserisce nel nuovo progetto legato al Fondo di coesione che conta su una dotazione di 40 milioni che a breve saranno rafforzati con altri 40, mentre 80 milioni sono previsti per il 2015 e 66 milioni ogni anno fino al 2020.

Intanto un confronto sui mercati delle materie prime ancora troppo volatili si terrà a Milano il 16 ottobre in Borsa italiana promosso da Aidepi-Aretè. Al centro del dibattito i modelli di agricoltura e di filiera in grado di rispondere alle esigenze qualitative e quantitative della domanda e soprattutto le tendenze in atto nei principali mercati.

Il Sole 24 Ore – 11 ottobre 2014

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