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Alto Vicentino. Cinque psicologi aiutano pazienti pronto soccorso

Attivato da un mese il servizio è stato richiesto 352 volte. Un intervento su tre è servito per controllare le tensioni dovute ai tempi: «Le persone chiedono risposte ma l´iter va rispettato»

Sono stati 352 gli interventi in quattro settimane. È il primo bilancio del servizio “Pronta salute”, attivato nel pronto soccorso dell´ospedale unico Alto Vicentino. Il progetto, voluto dal direttore generale Daniela Carraro, è partito a metà gennaio e ha già all´attivo interventi pelopiù di informazione, mediazione e supporto. L´iniziativa ha coinvolto il servizio di psicologia clinica diretto da Emilia Laugelli e il personale del pronto soccorso diretto da Aldo Dibello. Cinque le psicologhe impegnate ad ascoltare e a dare supporto a pazienti e familiari, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 15. Gli interventi sono stati attivati su richiesta degli utenti, segnalazione degli operatori o decisione dello specialista.

Nella maggioranza dei casi, 117 volte, lo psicologo ha fatto da tramite tra pazienti o familiari e gli operatori ospedalieri su questioni legate ai tempi di attesa e alla sistemazione. In 103 occasioni sono state invece fornite indicazioni sul funzionamento del pronto soccorso. Gli specialisti sono intervenuti 51 volte per sostenere psicologicamente l´utente in stato d´ansia; altri 40 interventi sono stati dedicati al supporto dei familiari nella comunicazione della diagnosi o di un eventuale decesso. In 41 casi sono stati gli operatori del pronto soccorso a chiedere sostegno.

«Il nostro ruolo è quello di informare e sostenere gli utenti o gli operatori – spiegano gli psicologi – in modo da gestire le tensioni che possono crearsi. Le persone sono infatti preoccupate e chiedono risposte, ma c´è anche un iter preciso da seguire, con un sistema di priorità, che non tutti conoscono o accettano. Facendo da tramite con gli utenti, permettiamo anche agli operatori di lavorare con maggiore serenità. Nel caso di pazienti con problemi di alcolismo, tossicodipendenza o di natura psichiatrica, ci attiviamo con i servizi territoriali».

«Si tratta di uno dei primi interventi concreti per facilitare l´accoglienza e la relazione tra pazienti, familiari e operatori», sottolinea Aldo Dibello.

Per tarare al meglio il servizio, nei prossimi giorni verranno sperimentati anche nuovi orari, con la presenza di psicologi dalle 15 alle 18 o dalle 17 alle 20 di alcuni pomeriggi.

Il Giornale di Vicenza – 16 febbraio 2013

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