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Altopiano di Asiago. M4 cambia zona e uccide una vacca di un’azienda padovana. Salgono a 21 gli animali sbranati dall’orso

E siamo arrivati a ventuno. Tanti sono gli animali uccisi quest’estate sull’altopiano di Asiago dall’orso bruno M4, soprannominato Genè.  Questa volta a subire il danno è stata un’azienda padovana, quella di Tony e Stefano Feltrin. Ed è il 21° assalto letale. Ancora una volta è una manza a venire sbranata dall’orso Genè.

L’ennesima predazione sull’altopiano di M4, che ha 6 anni, è avvenuta l’altra notte. Ha cambiato zona ed ha spiazzato tutti gli agenti impegnati nella sua cattura. Il plantigrado si è fatto vivo alla malga Montagnanova (quota 1724 metri a picco sull’abitato di Foza) dove ha predato una manza di razza rendena gravida di 5 mesi. Ovvero a 20 chilometri in linea d’aria dall’ultima incursione che, considerando la conformazione impervia del terreno, significa che l’orso ha percorso oltre 40 chilometri per allontanarsi dalla zona dove gli agenti forestali e della polizia provinciale lo stavano cercando per renderlo innocuo. «Lo aspettavamo – dichiarano i Feltrin al sindaco di Foza Mario Oro – Come ci aspettiamo che l’indennizzo, quando e se arriverà, non sarà certo a copertura totale del danno».

Intanto la giunta regionale stanzia i primi fondi per risarcire gli allevatori: 25 mila euro per il momento.

I Forestali del Comando Provinciale di Vicenza sono intervenuti nuovamente sugli alpeggi dell’Altopiano di Asiago, nei pressi della malga Mandriolo a Villaverla, perche’ allertati da un allevatore che ha rinvenuto un bovino sbranato apparentemente da un orso. Da circa due mesi l’esemplare, chiamato Gene’, si aggira sull’altopiano in cerca di cibo. Infatti, proprio per scongiurare nuovi attacchi al bestiame, i Forestali hanno posizionato gia’ diverse volte, delle trappole per catturare e applicare all’esemplare un radio-collare, in modo da monitorare eventuali futuri incontri. A causa delle cattive condizioni meteo pero’ le ricerche finora non sono andate a buon fine. Si spera che nell’arco di venti giorni, con la chiusura degli alpeggi l’operazione di cattura potra’ avvenire. Le abitudini alimentari dell’orso sono abbastanza conosciute, al punto che viene definito un onnivoro opportunista, nel senso che mangia tutto cio’ che trova, con grande predilezione per la carne. Questo non significa che non cerchi il cibo, lo fa per la maggior parte del tempo e soprattutto in orario crepuscolare-notturno in funzione di cio’ che le varie stagioni dell’anno offrono. Il Corpo forestale dello Stato ricorda che nel caso in cui dovesse accadere di avere un incontro con un orso, trattandosi in ogni caso di un animale selvatico, andra’ trattato con attenzione, specialmente a causa della sua forza e rapidita’ di movimento sia a terra che in acqua, a dispetto della sua mole imponente. L’orso, animale per sua natura schivo e di indole poco aggressiva, viene studiato e monitorato dal Corpo forestale dello Stato, che tenta di arginare il rischio di estinzione e contribuisce alla sua sopravvivenza grazie al mantenimento dell’habitat naturale nel quale vive, principalmente l’Appennino e le Alpi Orientali.

Asca – 21 agosto 2014 

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