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Analisi diossina e pcb nelle uova a Terni. Wwf e Italia nostra chiedono i risultati dopo le presunte positività

Attesa per i risultati su presunti casi positivi a Borgorivo, San Liberatore e Valle. C’è diossina nelle uova di Terni? E negli ortaggi? E nella carne? Questa sono le domande che WWF Umbria e Italia Nostra Terni, a voce dei rispettivi presidenti Rinaldi e Liberati, rivolgono alla ASL 2 Umbria e a tutti i soggetti a  vario titolo responsabili del monitoraggio e delle analisi dell’area SIN Terni-Papigno e Borgo Rivo”

Cos’è un’area SIN – S.I.N. acronimo di Siti di Interesse Nazionale, sono delle aree (circa quaranta in tutto il Paese) che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo o delle acque superficiali e sotterranee per evitate danni ambientali e sanitari. I SIN nascono con il cosiddetto Decreto Ronchi – DL 22/97 –  che in attuazione delle direttive CEE sui rifiuti, anche quelli pericolosi, poi ripresi nei decreti  471/99 e 152/2006 vengono determinati in base ad una serie di parametri tra cui:

caratteristiche del sito,

quantità e pericolosità degli inquinanti presenti,

rilievo dell’impatto sull’ambiente circostante in termini sanitari e ecologici nonché di pregiudizio per i beni culturali e ambientali.

L’Umbria ha Terni – Nel cuore verde d’Italia esiste un solo SIN, a Terni, localizzato nello specifico  nell’area di Papigno e Borgo Rivo, le aree a ridosso delle Acciaierie, in posizione di caduta, che possono essere soggette ad eventuali contaminazioni da metalli pesanti, diossina e PCB: tutti elementi altamente cancerogeni.

Le uova contaminate – In queste aree, monitorate dalla competente Asl2, le ultime analisi effettuale su matrici alimentari avrebbero dato esito positivo alla presenza di diossina e policloro bifenili. Le uova analizzate, avrebbero reso risultati di livelli più alti del limite consentito per il consumo umano, per le due componenti chimiche. Nello specifico: Borgorivo (2 casi), San Liberatore (1 caso) e voc. Valle (1 caso).

Il Comune è cauto – La lettera di richiesta accesso ai risultati delle analisi, inviata ieri da WWF Umbria e Italia Nostra Terni, ha subito suscitato la replica del Municipio, che a voce dell’assessore all’ambiente Emilio Giacchetti, conferma l’impegno con gli enti competenti nel monitoraggio dei“fenomeni di inquinamento che interessano le matrici ambientali della Conca Ternana, compreso l’inquinamento da diossina che in una città storicamente industrializzata può determinare l’accumulo nella catena alimentare, anche se finora, ad onore del vero, mai evidenziato in termini significativi”.  Nell’unirsi alla richiesta di urgente pubblicazione delle analisi sulle uova che si presume “inquinate”, l’assessore prende poi le distanze dall’ipotesi che la fonte di contaminazione possa essere imputato al complesso industriale della Thyssen Krupp: “E’ noto a tutti che le origini delle diossine sono da ricercare in tutti i processi di combustione di sostanze clorurate (incluse le plastiche) e certamente non possono essere associate alle scorie di acciaieria, le cui temperature corrispondenti a quelle di fusione dell’acciaio, non sono compatibili con la formazione di diossine o altri composti organici clorurati. E pur vero che alcuni processi che si conducono nella Conca Ternana (coincenerimento, fusione del rottame) possono dar luogo, in linea teorica, alla formazione di diossine”.

Ma non si tira indietro – Palazzo Spada non si chiama però fuori da eventuali interventi laddove di riscontrassero eventuali responsabilità“”Resta in ogni caso – conclude Giacchetti – molto alta l’attenzione che l’Amministrazione Comunale presta sulle tematiche ambientali, ad iniziare da quelle che possono avere ripercussioni sulla salute pubblica. Per tali motivi sono già stati definiti con Provincia ed Arpa accordi specifici che, una volta acquisiti i dati ufficiali da parte della Ausl2, possono permettere di intervenire sulle eventuali origini dell’inquinamento, anche attraverso la revisione delle prescrizioni autorizzative”

Terni assoggettata – Forti le parole del Presidente di Andrea Liberati (Italia Nostra -Terni) che risponde all’assessore Giacchetta: “Le parole e il tenore della risposta dell’assessore Giacchetti a Italia Nostra e WWF indicano che la città è governata de facto dalla Thyssen Krupp“. Un j’accuse pesante che addita presunte responsabilità del governo locale in mancati controlli “Dica infatti l’assessore, – continua Liberati – se è in grado, quanti prelievi sugli alimenti siano stati svolti nel SIN dal momento della sua costituzione. E quanti, in quelle zone, negli ultimi 30 anni. Chiarisca se i controlli siano stati eseguiti con sistematicità, se abbiano riguardato metalli pesanti e diossine, se ciò sia avvenuto in forme diverse o non sia avvenuto affatto”.

Le domande di WWF e IN – Di seguito il testo della mail, inoltrata per posta certificata al direttore generale di ASL 2 Umbria, al direttore Igiene degli alimenti e nutrizione e al sindaco di Terni. E in copia ai Carabinieri NAS Umbria, al Corpo Forestale dello Stato, Umbria, al Segretariato Generale del Ministero della Sanità, alla Direzione generale sanità animale; alla Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, alla Direzione Bonifiche del Ministero dell’Ambiente e a quella Risorse idriche.

“Con la presente le sottoscritte associazioni richiedono la trasmissione in copia via PEC delle note inviate da ASL 2 Umbria nei confronti dei titolari di allevamenti di Terni i cui campioni di uova siano stati dichiarati contaminati da diossine e PCB a seguito dell’esecuzione nell’anno 2013 del c.d. Piano di monitoraggio per la ricerca delle diossine negli alimenti di origine animale nel S.I.N. ‘Terni-Papigno’ e a Borgo Rivo, ex DGR 1780/2012 Regione Umbria, proposto dal Ministero della Salute.

Si chiede altresì di conoscere se le Autorità in epigrafe:

1) abbiano mai informato per iscritto la popolazione residente nel citato S.I.N. in merito ai relativi pericoli dell’area, anche alla luce degli esiti prodotti dai relativi Studi Sentieri 1 e 2, Ministero della Salute; e se intendano farlo;

2) abbiano mai perimetrato le c.d. zone di pericolo anche alimentare; e se intendano farlo;

3) abbiano mai ritenuto di inibire l’allevamento e la coltivazione nelle intere zone suddette e in eventuali altre contigue, anche considerando gli altissimi tassi di concentrazione di nichel, cromo e altri metalli pesanti nei suoli (fonte: Arpa Umbria), tipici marker dell’inquinamento originato dalla produzione delle acciaierie, nonché alla luce della presenza di discariche industriali Thyssen Krupp (scorie siderurgiche e altro materiale, oltre a RSU fino al 1998) solo limitatamente messe in sicurezza e impermeabilizzate, collocate oltretutto in posizione orograficamente dominante rispetto alla sottostante città, oggetto di ulteriore estensione proprio in questi giorni; e se intendano farlo.

Tuttooggi info – 8 settembre 2014 

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