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Anche il Palio di Asti vietato ai purosangue. Era l’unico d’Italia con cavalli di razza. Il diktat del ministero della Salute per la sicurezza degli animali e del pubblico

Elisa Schiffo. Il Palio di Asti, nell’anno del cinquantennale dalla ripresa, domenica si correrà per la prima volta con i «mezzosangue» (come succede a Siena). Una «rivoluzione» per la corsa (nata nel 1275, sospesa durante il Fascismo e ripresa nel 1967) che aveva fatto nella scelta dei purosangue una delle sue caratteristiche: era infatti l’unico Palio in Italia che si disputava con i cavalli di razza.

Asti ce l’aveva messa tutta per tutelare una tradizione e anche un lavoro minuzioso per arrivare ad avere una tracciabilità dei cavalli che corrono in piazza Alfieri. «Sulla sicurezza degli animali abbiamo da sempre posto un’attenzione particolare» dicono in città. Ma non è bastato: la nuova ordinanza del ministero della Salute pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale a poche settimane dalla corsa è tornata, in sostanza, a ribadire quello che già era stato stabilito l’anno scorso quando comunque Asti aveva ottenuto il permesso a far scendere in pista i purosangue.

Una doccia fredda arrivata a sorpresa che ha costretto il mondo del Palio astigiano a fare una scelta sofferta, a otto giorni dalla corsa. «Abbiamo fatto tutto il possibile, non è bastato – dice il sindaco Maurizio Rasero, che in passato da rettore ne ha vinti due di Palii – ci siamo accorti che mentre da una parte il ministero della Salute ha recepito la nostra battaglia, dall’altra eravamo “sorvegliati speciali” da parte di qualcuno del ministero dell’Agricoltura».

Gli astigiani però non si danno per vinti: «La ritengo solo una battaglia persa, se i rettori lo vorranno se ne riparlerà assicura Rasero -. Pensiamola come una festa di compleanno a sorpresa».

Rebus tra mezzi e puri che ha creato non pochi disagi anche per i 21 comitati. «Era importante arrivare a una scelta – dice Daniele Bruzzone, rettore di uno degli storici rioni della città (San Martino San Rocco) – abbiamo dovuto preparare due tipi di Palio, con problemi sia a livello organizzative che di costi con quattro cavalli tenuti in ballo fino a qualche settimana prima».

Ora ci si concentra sulla manifestazione: si correrà domenica 17. Il malumore è però ormai nel cassetto, c’è voglia di far festa, la città è imbandierata, si prepara il corteo storico con 1200 figuranti. Giovedì sera il Paliotto, la spettacolare sfida tra i gruppi degli sbandieratori. «Andate e che San Secondo vi assista» sarà la formula pronunciata domenica dal primo cittadino che darà il via a tre batterie e una finale. Una tradizione che affonda le sue radici nel periodo dei liberi Comuni di cui Asti fu orgogliosa rappresentante.

La Stampa – 12 settembre 2017

 

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