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Anche per i privati 730 precompilato. Il decreto al prossimo Cdm. Dichiarazione già predisposta dal fisco per 35 milioni di italiani

Rush finale per il primo step della riforma del Catasto mentre la revisione delle agevolazioni è attesa nella legge di stabilità. Dichiarazione precompilata per 35 milioni di italiani. Il 730 già predisposto dall’agenzia delle Entrate riguarderà anche i dipendenti privati oltre a quelli pubblici e ai pensionati.

Al Fisco arriveranno le certificazioni sui redditi dei datori di lavoro e una serie di dati su spese detraibili o deducibili, come per esempio gli interessi sui mutui, i premi versati sulle assicurazioni vita e contro gli infortuni, i contributi previdenziali e assistenziali versati nel corso dell’anno d’imposta. Non solo. Dalla tessera sanitaria il Fisco conta di recuperare anche i dati sulle spese mediche sostenute dai contribuenti. Sono i punti principali dello schema di decreto attuativo della delega fiscale sulle semplificazioni a cui i tecnici dell’Esecutivo e dell’amministrazione finanziaria stanno lavorando. Il testo del provvedimento ha già fatto un primo giro di tavolo nell’ultimo Consiglio dei ministri e dovrebbe ricevere il via libera dal Governo venerdì prossimo, come anticipato ieri dal premier Matteo Renzi.

Il modello precompilato interesserà tutti gli italiani che percepiscono redditi di lavoro dipendente e assimilato (quindi, tra gli altri, anche chi ha contratti di collaborazione o borse di studio) così come i pensionati. Saranno escluse, invece, le indennità percepite dai componenti del Parlamento europeo. Fin qui la platea potenziale. Ma i contribuenti che effettivamente ne beneficeranno dovrebbero essere i 18,6 milioni che – secondo le ultime statistiche fiscali – presentano il modello 730.

Tutto il meccanismo sarà operativo a partire dal 2015 ed è destinato a riscrivere il calendario della presentazione della dichiarazione dei redditi. L’agenzia delle Entrate renderà disponibile il modello precompilato telematicamente entro il 15 aprile di ogni anno. Il contribuente potrà consultarla direttamente o in alternativa tramite il proprio sostituto d’imposta o tramite un Caf o un professionista abilitato. Per arrivare a quel risultato, però, le Entrate dovranno ricevere l’attuale Cud dai datori di lavoro o dai sostituti d’imposta entro il 7 marzo mentre una settimana prima (il 28 febbraio) è la scadenza entro cui banche, altri istituti finanziari, assicurazioni, enti previdenziali e forme pensionistiche complementari dovranno inviare le informazioni relative ai soggetti e agli oneri (detraibili o deducibili, a seconda dei casi) sostenute. Allo studio c’è anche l’eventualità di applicare una sanzione per i casi di omessa, tardiva o errata trasmissione delle informazioni: penalità che dovrebbe aggirarsi intorno ai cento euro ma qui il confronto è ancora aperto. I dati sui redditi e quelli sui bonus fiscali consentiranno all’Agenzia di determinare l’imponibile e le imposte dovute dal contribuente e naturalmente anche gli eventuali rimborsi qualora le ritenute in busta paga siano state superiori alle imposte.

Aquesto punto spetterà al contribuente decidere cosa fare. Potrà, infatti, accettare il calcolo del Fisco o modificarlo perché, per esempio, può aver sostenuto spese che danno diritto a detrazioni o deduzioni di cui l’amministrazione finanziaria non è a conoscenza. Resta comunque la possibilità della dichiarazione «fai-da-te». In ogni caso, la deadline per inviare la dichiarazione definitiva all’agenzia delle Entrate trova un termine unico (fino a quest’anno era diverso per chi presentava il modello tramite sostituto o Caf): la data sarà il 7 luglio. Attenzione, però. I contribuenti che accetteranno integralmente il modello arrivato dalle Entrate avranno diritto a uno “scudo” dai controlli formali, vale a dire quelli che riguardano le certificazioni sui redditi e sugli sconti fiscali. E potranno evitare lo scoglio dei controlli preventivi se i rimborsi superano i 4mila euro e presentano detrazioni per carichi di famiglia o eccedenze d’imposta da anni precedenti. Una norma introdotta dall’ultima legge di stabilità e scattata proprio dal 730 di quest’anno.

La dichiarazione precompilata è solo il primo tempo delle misure di semplificazione. In una seconda fase dovrebbe arrivare la revisione delle oltre 700 agevolazioni fiscali (le tax expenditures): operazione che molto probabilmente sarà inserita nella legge di stabilità per garantire le risorse necessarie a stabilizzare il bonus Irpef da 80 euro. Senza dimenticare la riforma del catasto, pronta a partire con il decreto sulle commissioni censuarie.

Il Sole 24 Ore – 17 giugno 2014 

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