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Animali a Venezia. Le «isole» artificiali della Laguna diventano la casa di 500 fenicotteri

di Danilo Mainardi. I fenicotteri nella laguna di Venezia non sono una novità. È da qualche anno ormai che li si può ammirare. Dapprima si trattava di presenze irregolari di pochi individui, di segnalazioni sporadiche, ma poi, anno dopo anno, la popolazione è divenuta sempre più consistente e oggi i grandi uccelli rosa sono ritenuti una presenza stabile lungo tutto il sistema di lagune del Nord Adriatico.

È invece nuova e interessante la notizia della colonizzazione da parte di alcune centinaia di questi splendidi uccelli acquatici delle barene artificiali, ricostruite nella parte più a sud della laguna veneziana. Le barene sono tipici habitat lagunari, lembi piatti di terra coperti da vegetazione e percorse da una rete di piccoli canali (i ghebi) che formano complessi meandri. La loro quota sul medio mare è compresa all’incirca fra 0 e 0,60 metri ed emergono solo in condizioni di bassa marea. Affiorando interrompono la monotonia dello specchio acqueo rivelando tutta la loro bellezza e ricchezza biologica. Sono ambienti unici dominati da condizioni di mutevolezza ed eterogeneità. Ospitano un’ampia e specifica biodiversità. La vegetazione è principalmente alofila, ovvero in grado di tollerare condizioni elevate di salinità, la fauna si compone di specie acquatiche adattate all’escursione delle maree e di numerosi uccelli che lì si rifugiano durante l’alta marea,oppure vanno in cerca di cibo. L’evoluzione nel tempo della laguna di Venezia ha però portato a una graduale riduzione delle barene naturali principalmente a causa di fenomeni erosivi. La loro perdita, oltre ad alterare il tipico paesaggio, compromette la dinamica dell’intero ecosistema lagunare. E, come è sempre accaduto nei secoli, anche ora è stata necessaria l’opera dell’uomo. Nell’ambito degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna la costruzione di barene artificiali è perciò diventato un obiettivo importante. Oggi ormai esiste in laguna un sistema di habitat barenicoli ricostruiti dall’uomo perseguendo per quanto possibile i dettami dell’ecologia. Ma solo la natura nel tempo potrà verificare se quanto costruito dall’uomo saprà rispondere alle severe leggi naturali. E, ciò che è certo, quei fenicotteri rosa che si muovono eleganti intorno alle barene artificiali sono una risposta incoraggiante, che fa sperare che si possa continuare a godere di quello straordinario spettacolo che sono le barene veneziane. Soprattutto quando si colorano del rosa del Limonium fiorito e, oggi, anche di quello dei fiammanti fenicotteri.

Corriere della Sera – 4 maggio 2014 

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