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Animalisti, sfida nelle urne. Una lista di area Pd farà concorrenza a quella di Michela Vittoria Brambilla. Che intanto viene stroncata dalla Lega

L’un contro l’altro armati. Per fortuna, solo parole e non doppiette. Il centro destra e ( per la prima volta) il centro sinistra si danno da fare per portare a casa i voti degli animalisti. Ieri a Milano Michela Brambilla ha annunciato l’obiettivo minimo del suo neo partito. « Puntiamo a superare il 3% alle politiche, ma ci organizzeremo a livello locale per partecipare poi alle comunali e regionali. Saremo un partito del tutto autonomo, ma abbiamo affinità sugli animali con Forza Italia » . « Saremo anche un partito generalista: ci occuperemo anche dei poveri, dei ragazzi che saltano una cena su due…».

Il centro destra, comunque, sulla lista della Brambilla difficilmente troverà un punto d’intesa. L’altro giorno infatti l’onorevole ha proposto l’abolizione della caccia e subito la Lega l’ha impallinata. « Proposta folle, la Brambilla vive su Marte», hanno sintetizzato i presidenti dei gruppi parlamentari Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga. E l’assessore della Regione lombarda Gianni Fava ha spiegato che « la caccia è storia e tradizione » e che « i cacciatori garantiscono presidio e sorveglianza del territorio, anche impedendo la proliferazione di cinghiali, nutrie e ungulati». Un altro assessore della giunta Maroni, Viviana Beccalossi di Fratelli d’Italia, ha annunciato che « né la Brambilla né gli altri ‘ talebani’ di un animalismo integralista e opportunista riusciranno a eliminare la caccia». In commissione Giustizia della Camera i Cinquestelle hanno proposto «la tutela dell’animale come essere senziente » . Hanno proposto punizioni severe per chi li maltratta, « anche perché secondo l’Fbi chi commette reati contro gli animali è più propenso a commettere violenze contro gli esseri umani » . Ed anche qui un attacco alla Brambilla: « Non viene nemmeno in commissione. Pensa solo alla tv a e promuovere il suo libro».

A fine settembre sembrava che l’onorevole di Fi fosse riuscita ad avviare addirittura le “ larghe intese”. Simona Bazzoni, renziana, ex membro dell’assemblea nazionale Pd, aveva infatti annunciato la propria adesione al Partito Animalista, perché «i Dem non hanno mai fatto nulla per gli animali » . Ora potrebbe tornare a casa. A Pescara è nata infatti la prima lista “animalista e ambientalista” collegata al Pd. Si chiama Ana (Alleanza per gli animali) ed ha già simbolo e statuto. « Non basta aiutare cani e gatti. Bisogna dare dignità e certezze anche alle donne e agli uomini che lavorano per far vivere bene tutti gli animali. A fianco del Pd vogliamo presentarci in tutti i collegi. Abbiamo già buoni contatti». A dare vita alla lista sono Eugenio Carlomagno, ex direttore dell’Accademia di Belle arti all’Aquila, Nicola Montefusco, ex dirigente Telecom e l’imprenditore Matteo Ristorti. « Sette mesi fa – racconta Eugenio Carlomagno – ero entrato nel movimento della Brambilla quando appunto era un movimento. Ho un lungo passato nei Verdi, sono sempre stato ambientalista. Ma ho capito subito che gli animalisti del centro destra non affrontano i veri problemi».

«Ci sono tante buone intenzioni e poca organizzazione. E chi lavora a tempi pieno nei canili ha stipendio che non arriva a 600 euro al mese. Eppure i soldi girano. Si calcola che ogni anno vengano spesi 50 milioni di euro. Ma chi salva gli animali è quasi costretto a chiedere la carità al Comune o ai privati. Noi diciamo che è necessaria una legge nazionale che precisi chi deve fare cosa. Per il bene degli animali e degli uomini».

Repubblica – 10 dicembre 2017

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