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Anteprima. Ecco i nuovi Lea del ministro Balduzzi. Per esami medici richiesta motivata contro gli sprechi. I testi

1a1a1a_0a00aaa111aaaaaaSSN_SOSTENIBILE--258x258Una spesa in più tra 14 e 19 milioni, ma un risparmio di quasi 27 milioni. Con un saldo finale positivo per le casse del servizio sanitario pubblico che nella migliore delle ipotesi potrebbe arrivare a 12 milioni. Eccoli i Lea (livelli essenziali di assistenza) annunciati a fine anno dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, che però fin qui, a parte i contenuti generali, erano rimasti super segreti. Inviati al ministero dell’Economia, e corroborati da una dettagliata relazione tecnica, lì ancora “riposano” nei cassetti del dicastero di via XX settembre a Roma. Nessuno li tira fuori, anche perché le Regioni in questa fase stanno frenando qualsiasi provvedimento del Governo, a cominciare da quelli sanitari. Insomma: i nuovi Lea sulla carta ci sono, ma a farli diventare realtà sarà il Governo cui il professor Monti passerà la mano.

Insomma, un percorso a ostacoli, che però col lavoro di Balduzzi si arricchisce di contenuti che prima o poi, anche se modificato, arriverà in porto. E il testo predisposto dalla Salute non manca di riservare novità, in aggiunta a quelle già anticipate da Balduzzi: 110 malattie rare in più, 6 nuove patologie croniche esenti e altrettante che perdono l’esenzione, le ludopatie che entrano nei Lea e la possibilità anche nei parti naturali di ottenere l’analgesia epidurale.

Ma non mancano le sorprese: le ludopatie sono considerate come una nuova “droga” e dunque andranno curate dai Sert (zero costi in più, è la stima), mentre per l’epidurale saranno le Regioni a dover organizzare percorsi ad hoc per garantire la prestazione alle gestanti. Anche in questo caso a costo zero per lo Stato: dovrebbero pagare tutto le Regioni.

Partita delicatissima sarà quella dei controlli per arginare gli sprechi e l’inappropriatezza delle prestazioni e degli esami specialistici, dalle Tac alla risonanze magnetiche. Per ridurre la quota di interventi ad “alto rischio” la strada per i medici è di prescrivere solo in base a un preciso sospetto diagnostico da indicare nella ricetta. Ed è proprio sulle ricette che scatteranno i controlli: ne saranno esaminate almeno il 5%, accertando che siano state seguite «indicazioni prioritarie» che saranno messe a punto dal ministero.

I risparmi previsti su cinque tipologie di Tac e tre di risonanza magnetica è di almeno il 10% della spesa calcolata in base alle prestazioni erogate in quattro Regioni campione (Veneto, Piemonte, Lombardia e Marche). Al netto dei ticket, la relazione tecnica calcola poco meno di 27 milioni di risparmi. Che naturalmente a suo tempo andranno comunque condivisi (e verificati) sia dall’Economia che dalle Regioni.

documenti

di Paolo Del Bufalo, Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore) – 2 febbraio 2013

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