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Uso antibiotici negli allevamenti, arrivano istruzioni Oie ed Ema

La questione ha assunto negli ultimi anni grande rilevanza e coinvolge diversi Organismi tecnico-scientifici internazionali e Amministrazioni competenti a livello europeo e nazionale

Gli antibiotici hanno un ruolo importante per il controllo delle malattie infettive degli animali e per la produzione di alimenti di alta qualità, ma il loro utilizzo inadeguato può determinare la comparsa e la propagazione di microrganismi resistenti con pericolose conseguenze sia per la salute animale che per quella umana.

Per questo la questione ha assunto negli ultimi anni grande rilevanza e coinvolge diversi Organismi tecnico-scientifici internazionali e naturalmente le Amministrazioni competenti a livello europeo e nazionale.

L’Oie (Ufficio Internazionale delle Epizozie), l’organizzazione intergovernativa responsabile per la sanità animale nel mondo, ha dedicato una sezione del Terrestrial Animal Health Code all’uso prudente e responsabile degli antimicrobici in veterinaria descrivendo gli adempimenti che ogni operatore della filiera del farmaco veterinario è tenuto a rispettare.

L’Ema (l’Agenzia Europea dei Medicinali) nel cui ambito è stato istituito lo Scientific Advisory Group on Antimicrobials che si è occupato della valutazione scientifica dell’utilizzo di diverse tipologie di medicinali veterinari contenenti antibiotici (chinoloni e fluorichinoloni, cefalosporine di 3° e 4° generazione, macrolidi, lincosamidi e streptogramine) e dell’impatto dell’uso degli antibiotici sulla meticillino resistenza. Queste valutazioni hanno portato all’inserimento di specifiche avvertenze nei foglietti illustrativi dei medicinali veterinari contenenti antibiotici al fine di un utilizzo più responsabile degli stessi.

L’Agenzia ha avviato nel 2010 il progetto Esvac (European Surveillance on Veterinary Antimicrobial Consumptions) per raccogliere informazioni su come sono utilizzati a livello comunitario i farmaci antimicrobici negli animali. L’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) raccoglie ogni anno i dati relativi al flusso delle zoonosi e provvede ad aggregarli in un report disponibile su Internet.

Alla luce dell’evoluzione delle conoscenze, la Commissione Europea ha avviato negli anni una serie di iniziative. Un primo passo nella lotta all’antibiotico resistenza è stato fatto imponendo il divieto dell’uso degli antibiotici come promotori della crescita (Regolamento CE 1831/2003).

Con la Direttiva 2003/99/CE (recepita in Italia con il D.lgs. 191/2006) gli Stati Membri sono stati obbligati ad attivare un sistema di sorveglianza per l’antibioticoresistenza in agenti zoonosici come Salmonella e Campylobacter di origine animale ed ha raccomandato l’attivazione di un sistema analogo per altri microrganismi.

Nel dicembre 2011 è stato adottato un Piano di azione contro l’antibioticoresistenza che prevede la messa in opera di 12 azioni da avviare negli Stati membri dell’UE. Queste azioni, per quanto di più stretto interesse degli allevatori, mirano a: promuovere l’uso appropriato degli antimicrobici; rafforzare il quadro regolamentare nel settore dei medicinali veterinari e dei mangimi medicati; formulare raccomandazioni per un uso prudente degli antimicrobici in medicina veterinaria; rafforzare la prevenzione e il controllo delle infezioni; elaborare una nuova legislazione in materia di salute animale; promuovere lavori di ricerca per la messa a punto di nuovi antibiotici; analizzare la necessità di disporre di nuovi antibiotici in medicina veterinaria; rafforzare gli impegni multilaterali per prevenire e controllare la resistenza antimicrobica in tutti i settori; rafforzare i sistemi di sorveglianza della resistenza agli antimicrobici e del loro consumo in medicina umana e veterinaria.

Da parte sua il Ministero della Salute garantisce l’applicazione della normativa europea sulla produzione dei medicinali veterinari contenenti antibiotici e provvede ad inserire specifiche avvertenze nei foglietti illustrativi dei prodotti antimicrobici utilizzati in medicina veterinaria per garantirne un uso prudente.

Inoltre, coordina l’attività di raccolta dei dati di vendita dei medicinali veterinari da parte dei grossisti e dei titolari delle Aic (Autorizzazioni all’immissione in commercio) e quelli relativi alle prescrizioni emesse a livello nazionale per realizzare controlli incrociati che svelino l’eventuale presenza di mercati paralleli di medicinali veterinari.

Nel 2012, il Ministero della Salute ha divulgato il Manuale di “Biosicurezza ed uso corretto e razionale degli antibiotici in zootecnia” (disponibile al link http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1683_allegato.pdf) per i veterinari e gli allevatori ed ha promulgato le “Linee guida per la predisposizione, effettuazione e gestione dei controlli sulla distribuzione e l’impiego dei medicinali veterinari” in cui sono riportate delle check-list per l’esecuzione dei controlli ufficiali. Attraverso la compilazione di un’apposita check-list, anche agli allevamenti viene attribuito un punteggio corrispondente ad una determinata classe di rischio.

28 marzo 2013 – Fonte: ilpuntocoldiretti.it

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