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Ape volontaria e calcolatore Inps. La prova sul campo. Simulatore a efficacia limitata. Resta nascosta la pensione netta

Disponibile da ieri sul sito internet dell’Inps il simulatore accessibile a tutti che consente di calcolare la rata determinata dall’Ape volontario e che sarà trattenuta sulla pensione. L’applicazione è molto semplice e di facile utilizzo, anche se non esaustiva.

Per completare il percorso sono sufficienti quattro passaggi. Oltre a quanto già illustrato passo a passo nella grafica pubblicata sopra questo articolo, nella seconda schermata c’è la possibilità di indicare se si vuole ricevere le mensilità arretrate da maggio 2017 oppure no. Ovviamente in tal caso l’onere dell’operazione aumenta.

Invece se la decorrenza prevista della pensione è oltre il 2020 si può scegliere l’opzione di prolungamento automatico dell’Ape nel caso in cui i requisiti di accesso alla pensione nel frattempo dovessero aumentare (finora sono stati fissati fino al 2020, il prossimo aggiornamento riguarderà il biennio 2021-2022). Anche in questo caso il costo dell’Ape aumenta, ma l’alternativa è il rischio di rimanere senza anticipo e senza pensione per alcuni mesi.

Dato che in base alle norme attuali l’Ape volontario si potrà chiedere fino a dicembre 2019, il simulatore consente il calcolo a chi è nato entro il 31 luglio 1956. Infatti queste persone compiranno i 67 anni di età il 31 luglio 2023 e retrodatando di tre anni e sette mesi si arriva al 31 dicembre 2019.

Nella schermata finale si ottiene il numero di mensilità richieste in base ai dati che sono stati inseriti, la rata di rimborso lorda e quella netta. Quest’ultima sarà decurtata dalla pensione per i primi vent’anni di erogazione della stessa. Oltre a ciò si può vedere il dettaglio mensile del piano di finanziamento e di quello di ammortamento.

E giunti a questo punto, se già non lo si era notato prima, ci si rende conto che in tutto il percorso non compare l’importo della pensione netta. Dunque si ha l’importo della rata che dovrà essere restituita, ma non si sa da quale ammontare dovrà essere sottratto.Tramite il simulatore un potenziale “apista” non può capire a quanto ammonterebbe la sua pensione netta senza e con la rata di addebito. Peraltro anche l’importo lordo della pensione non è fornito dall’Inps ma deve essere indicato dall’interessato, che difficilmente sarà in grado di calcolarlo da solo.

L’Inps sostiene di non poter indicare la pensione netta perché quella effettiva futura potrà essere diversa da quella utilizzata per il calcolo dell’Ape, magari per la variazione delle addizionali Irpef o perché l’interessato continuerà a lavorare magari anche solo parzialmente.

Tuttavia quello che interessa al futuro pensionato è proprio l’importo netto per poter pesare l’impatto dell’operazione. Tant’è che lo stesso decreto del presidente del Consiglio dei ministri 150/2017 stabilisce che il calcolo sia fatto sull’importo netto, e così è riportato nella circolare 28/2018 dell’istituto di previdenza pubblicata ieri. E del resto l’Inps per indicare l’importo massimo richiedibile deve stimare un valore netto, anche se non lo rende evidente nel simulatore.

Il Sole 24 Ore – 14 febbraio 2018

 

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