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Aperta la caccia al cinghiale con arco e frecce. Presentata la legge: i residenti potranno sparare per difendere le proprietà

L’ultimo via libera è arrivato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). E ora la caccia è aperta. La Regione ha approvato il Piano triennale per il contenimento e il controllo del cinghiale, che fissa i criteri per contrastare gli ungulati sia dentro che fuori le aree protette e i parchi del Veneto (come quello dei Colli Euganei) fino al 2019: tra i soggetti abilitati a utilizzare i chiusini ci sono anche i privati residenti nel perimetro del parco. E tra le modalità di abbattimento spunta la caccia con l’arco. Inizialmente le richieste della Regione erano ancora più «estreme», come ammette l’assessore Giuseppe Pan: «I cinghiali si sono diffusi dai colli alla pianura provocando grande allarme sociale. Il piano anti-nutrie sta dando buone risposte, ora siamo pronti a partire anche con questi animali. Certo, per maneggiare un fucile bisogna avere sale in zucca. Ed è proprio per questo che centinaia di cacciatori hanno già seguito un corso di formazione». Terzi in Veneto dopo cormorani e lepri per numero di danni, i cinghiali balzano al primo posto per richieste di risarcimenti da vigneti e campi di mais: solo nel 2010, i danni all’agricoltura provocati dagli ungulati superavano il milione. Oltre a mangiare frutta, i cinghiali fanno danni anche scavando, calpestando e scortecciando, col risultato che ci sono un centinaio di interventi all’anno per rimettere in sesto strade, segnali e recinti. Il nuovo Piano si può attuare subito in tutto il territorio tranne che nei parchi, dove la caccia con i segugi è vietata e c’è bisogno di un’approvazione che può introdurre limiti o prescrizioni restrittive; in entrambi i casi sono consentiti la cattura coi recinti, l’abbattimento dopo appostamento e quello con l’arco. All’esterno del Parco possono agire le guardie venatorie della Provincia, i residenti con licenza, le guardie forestali e le forze dell’ordine; all’interno del Parco, oltre ai dipendenti e ai selecontrollori, via libera ai residenti che hanno riscontrato danni al proprio fondo. Dal censimento all’abbattimento, inoltre, tutte le attività saranno georeferenziate e registrate per valutare i risultati e pianificare le prossime mosse.

Alessandro Macciò – Il Corriere del Veneto – 7 maggio 2017

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