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Apertura Ciolos. Una Pac morbida. Più flessibilità sui pagamenti diretti

Troppo ambiziosa e troppo rapida: la convergenza interna. degli aiuti diretti della riforma della Pac unisce gli stati membri e un buon numero di organizzazioni agricole europee contro il commissario all’agricoltura Ue.

Che apre all’introduzione di elementi di flessibilità. nella proposta di uniformare in cinque anni (2014-2019) i pagamenti diretti della nuova Pac secondo un criterio per ettaro uguale per tutti. La disponibilità del commissario fa cadere un altro tabù sulla sua bozza di riforma ed è la novità principale dell’ultimo consiglio agricoltura chiuso ieri in Lussemburgo. I Ventisette, con alcune vistose eccezioni come quella della Polonia, sono concordi su un punto: applicare la ricetta di Bruxelles così com’è e nei tempi previsti avrebbe effetti catastrofici sulle aziende. Il conto per l’Italia lo ha presentato il ministro Catania – Secondo le nostre simulazioni, ha detto il ministro, -vorrebbe dire che al 2019 ci troveremmo con alcune aziende a perdere il 90′ degli aiuti rispetto al livello attuale.. Quattordici organizzazioni agricole di otto stati membri, dalla Gran Bretagna alla Francia, dalla Spagna alla Danimarca fino all’Olanda (assenti le organizzazioni italiane), hanno inviato un documento ai ministri in cui chiedono «flessibilità. e un .adeguato periodo di transizione. per l’applicazione della re-distribuzione tra gli agricoltori. Molto critica sull’impostazione della Commissione anche la delegazione irlandese. Il che ha la sua importanza, tenuto conto che Dublino guiderà I’Ue nel primo semestre 2013, quello decisivo per i contenuti della nuova Pac.

Se tutti sono d’accordo sulla necessità di una transizione più lunga, in pochi lo sono au come cambiare in pratica il sistema ipotizzato dalla Commissione. La Francia pensa alla capacità dell’azienda di creare lavoro e crescita, l’Italia si batte da mesi per un correttivo che tenga conto della produzione lorda vendibile, la Spagna ha elaborato un suo modello di progressività. nell’applicazione della norma, e così via, capitale Ue che vai ricetta che trovi. Ecco perché è lecito aspettarsi proposte di Ciolos per una flessibilità declinata nei tempi, più che nei modi. Il commissario pero vuole aspettare, le ipotesi di modifica non arriveranno prima di dicembre, quando le linee generali della spesa agricola europea saranno sul tavolo. Il negoziato sul budget 2014-2020 continua a tenere in ostaggio quello sui contenuti della Pac. Le prime cifre ufficiali dovrebbero uscire a fine mese, da quel punto in poi le dichiarazioni di principio avranno fatto il loro tempo. E la convergenza interna tornerà ad essere uno dei punti critici della riforma

ItaliaOggi – 24 ottobre 2012

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