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Arriva il Super Green Pass. Vaccinati e guariti: ristoranti e spettacoli senza limiti anche in zona arancione

Il Sole 24 Ore. Per chi è vaccinato o è guarito dal Covid non ci saranno limitazioni non solo in zona bianca ma anche nelle zone gialla e arancione. Dal 6 dicembre e fino al 15 gennaio infatti solo chi possiede il super green pass (o certificato verde «rafforzato) valido appunto solo per chi è immunizzato o ha avuto il Covid saranno sempre accessibili – già dalla zona bianca – bar e ristoranti al chiuso, cinema, teatri, stadi, feste e discoteche, cerimonie pubbliche e musei.
Non solo: anche se si dovesse scivolare in zona gialla o arancione le capienze di stadi (75%), cinema, teatri (100%) e discoteche(75% all’aperto e 50% al chiuso) resteranno le stesse per chi ha il super green pass. Solo se le Regioni scivoleranno in zona rossa, uno scenario che nonostante l’aumento dei contagi – ieri oltre 12400 casi e 85 morti – oggi sembra ancora improbabile, allora scatteranno le chiusure come già previsto in passato. Insomma per i quasi 46 milioni di italiani che hanno fatto già le due dosi del vaccino grazie al varo ieri in consiglio dei ministri del decreto con le nuove regole contro il Covid sembra davvero escluso il rischio di trascorrere le vicini feste di Natale e Capodanno in lockdown come avvenne l’anno scorso. Il vaccino dunque quest’anno farà la differenza nelle restrizioni per la stragrande maggioranza degli italiani evitando lo spettro delle vacanze chiusi in casa. La decisione è arrivata all’unanimità ma non senza tensioni. La Lega fin da martedì aveva fatto sapere che non avrebbe sostenuto il Super pass fin dalla zona bianca. Tant’è che ieri mattina per manifestare il proprio disappunto Giancarlo Giorgetti, capodelegazione del Carroccio, aveva disertato la riunione della Cabina di regia facendosi sostituire dal sottosegretario all’Economia Federico Freni. Un dissenso che si è riproposto anche in Cdm dove c’è stato un confronto acceso tra lo stesso Giorgetti e la ministra delle Regioni, Mariastella Gelmini, che durante la riunione di Palazzo Chigi ha ricordato che erano stati proprio i Governatori, rappresentati dal presidente della Conferenza delle Regioni, il leghista Massimiliano Fedriga a dare il via libera al super Pass già in fascia bianca. Fedriga in realtà ribadisce che aveva espresso «perplessità». In ogni caso alla fine il decreto ha ottenuto un sì «compatto».

Per chi invece non si è ancora vaccinato dal 6 dicembre e fino al 15 gennaio scatteranno dunque nuove restrizioni e limitazioni e l’addio a tutte le attività sociali e ludiche, con l’eccezione dei ristoranti all’aperto che resteranno accessibili per tutti. I no vax o chi comunque non si immunizzerà nei prossimi giorni dovrà munirsi del «green pass base» – quello ottenibile con tampone rapido antigenico o molecolare negativo – non solo per lavorare, ma anche per entrare in hotel (e nei ristoranti delle strutture ricettive) , per accedere negli spogliatoi delle attività sportive e per entrare nelle palestre e nelle piscine e anche per salire su un treno regionale oltre che su tutti i mezzi del trasporto locale come le metropolitane o gli autobus (previsti controlli a campione).Resta sempre l’obbligo di esibire il certificato verde “base” anche sui mezzi pubblici a lunga percorrenza (treni ad alta velocità, intercity, aerei ecc) dove il green pass era già obbligatorio. Non cambia poi la durata dei tamponi che resta invariata: quella dei test molecolari è di 72 ore, quella dei tamponi antigenici è di 48 ore. Introdotto anche un rafforzamento dei controlli che faranno capo ai prefetti.

Come era stato già ampiamente annunciato viene poi ridotta la durata del green pass per chi si è vaccinato: non durerà più 12 mesi come era previsto dall’agosto scorso ma torna a nove mesi. Dunque chi ha già fatto la doppia dose vedrà accorciarsi la durata del suo certificato verde di tre mesi mentre chi farà o ha già fatto la dose booster vedrà allungarsi di altri 9 mesi la “vita” del suo green pass.

Il decreto varato ieri dal Governo estende anche l’obbligo vaccinale a nuove categorie dopo quella dei sanitari: si va dal personale scolastico a tutto il comparto delle forze dell’ordine, della difesa e del soccorso pubblico. Si tratta di oltre 2 milioni di italiani che dal 15 dicembre dovranno allungare il braccio per vaccinarsi o per fare la terza dose che diventa obbligatoria anche per i sanitari (altri 2 milioni) già sottoposti all’obbligo dallo scorso marzo. Anche qui in caso di non vaccinazione scatterà la sospensione dal lavoro e lo stop allo stipendio.

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