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Ascoli. Maxisequestro olive surgelate, trovate tracce carne equina

Nas in azione in un’azienda. Nuovi controlli. Sequestrati, in via cautelativa, diecimila chili di olive surgelate. Il Nucleo antisosfisticazioni dei Carabinieri ha compiuto una serie di controlli a campione sul territorio nazionale per verificare la presenza di carne equina non dichiarata.

Questo ha portato i carabinieri anche nel Piceno a compiere controlli accurati in un’azienda che produce olive ascolane surgelate dove sono state trovate tracce di «dna di carne equina».

Gli uomini dei Nas hanno effettuato un sequestro cautelativo di tutta la merce contenuta nel magazzino per un totale di diecimila chili di olive già surgelate. Adesso i carabinieri stanno facendo un ulteriore controllo per verificare se realmente nelle olive c’è carne di cavallo (e non solo tracce di dna). In questo caso scatterebbe la denuncia per frode in commercio in quanto questo tipo di carne non è stata segnalata sull’etichetta.

Per il resto i Nas hanno riscontrato una situazione assolutamente regolare in tutta l’azienda e nelle fasi della lavorazione.

La vicenda della carne equina è stata protagonista della cronaca dopo che in Inghilterra, nelle lasagne Findus, il ragù di manzo in realtà era ragù di carne di cavallo. da qui i controlli si sono estesi alla Francia che e, come ha denunciato il ministro dell’Agricoltura francese Stéphan Le Foll, la frode alimentare è risultata di livello internazionale. La partita di carne equina finita nei prodotti surgelati ‘incriminati’ fa parte di un carico di 60 tonnellate di carne equina macellata in uno dei 26 mattatoi romeni abilitati all’esportazione. Ed è passata per le mani di un mediatore olandese, già condannato nel 2012 in Olanda per una truffa sulla carne importata dall’Argentina. Secondo il quotidiano fiammingo Het Laatste Nieuws, sarebbe stato il mediatore di Anversa ad aver spacciato la carne di cavallo per manzo, facendolo passare per la piazza di Cipro, fino a rivenderlo in Francia. La carne equina, stando ai dati forniti dalla stampa tedesca, all’estero può costare anche l’80% in meno di quella bovina, essendo la domanda per il consumo molto più bassa. I prezzi stracciati rendono vantaggiose le numerose intermediazioni commerciali: il margine di guadagno è talmente ampio che a ogni passaggio di compravendita si riesce a mettersi in tasca qualcosa.

Il Resto del Carlino – 25 marzo 2013

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