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    Home»Notizie ed Approfondimenti»AstraZeneca, morto un docente di Biella, il Piemonte sospende un altro lotto del farmaco. Un altro caso in Sicilia dopo il vaccino: in gravi condizioni un’insegnante di 37 anni
    Notizie ed Approfondimenti

    AstraZeneca, morto un docente di Biella, il Piemonte sospende un altro lotto del farmaco. Un altro caso in Sicilia dopo il vaccino: in gravi condizioni un’insegnante di 37 anni

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati14 Marzo 2021Nessun commento5 Minuti di lettura
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    La Stampa. Inizialmente la Regione Piemonte aveva deciso di sospendere la somministrazione di tutti i lotti del farmaco, ma in seguito il provvedimento è stato limitato al solo lotto sospetto. Intanto in Sicilia un’insegnante 37enne di Gela è ricoverata in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, per una emorragia cerebrale. 

    Un docente della provincia di Biella, di 58 anni, è morto poche ore dopo la somministrazione a Candelo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca. L’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha da subito provveduto alla sospensione – in via precauzionale, come viene specificato in una nota interna inviata alle Asl – della somministrazione dei vaccini prodotti dalla stessa casa farmaceutica. «E’ disposta l’immediata sospensione delle vaccinazioni con il predetto vaccino, a prescindere dai lotti giacenti presso le vostre farmacie», veniva specificato dal coordinatore generale e commissario per il piano vaccinale, Antonio Rinaudo. In seguito, tuttavia, la stessa Regione ha deciso diversamente sospendendo solo un lotto sospetto e decidendo di proseguire con la somministrazione con gli altri lotti. «Essendo stato individuato il lotto sospetto, del quale faceva parte il vaccino somministrato al soggetto deceduto, la sospensione delle vaccinazioni con AstraZeneca, in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria e della Commissione di Vigilanza del Farmaco, deve intendersi limitata unicamente ai vaccini facenti parte del lotto in questione – si legge in una nota inviata alle Asl -. Pertanto, le somministrazioni di vaccini AstraZeneca appartenenti a lotti diversi, possono riprendere immediatamente».
    Non si hanno ancora informazioni sulla vittima, la prima in Piemonte temporalmente avvenuta dopo una vaccinazione (cui è stato sottoposto nella giornata di ieri, sabato), dopo altri casi registrati in Italia e che avevano portato alla sospensione di lotti di vaccinazione. Proprio in questo ore sono stati avviati nuovi centri specifici per dare un’accelerazione al piano vaccinale (in mattinata a Torino è stato aperto il quarto centro cittadino) che nei prossimi giorni interesserà un’ampia parte della popolazione.
    E’  stata subito convocata la Commissione piemontese sulla farmaco-vigilanza per l’attivazione di tutte le procedure previste dalla legge. Si riunirà nel pomeriggio. «Si tratta – specifica l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Icardi – di un atto di estrema prudenza in attesa di verificare se esista un nesso di causalità tra la vaccinazione e il decesso. Ad oggi in Piemonte non era mai stata segnalata nessuna criticità particolare dopo la somministrazione dei vaccini».
    AstraZeneca, un altro caso in Sicilia dopo il vaccino: in gravi condizioni un’insegnante di 37 anni. Era stata vaccinata l’1 marzo, sequestrate le cartelle cliniche

    La Stampa. Un’insegnante 37enne di Gela è ricoverata in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, per una emorragia cerebrale. La donna lo scorso 1 marzo ha avuto inoculata la prima dose del vaccino anti-Covid di Astrazeneca anche se, ha accertato la procura di Gela che ha già sequestrato le cartelle cliniche e la documentazione sul vaccino, non si tratta dello stesso lotto ABV2856 bloccato dall’Aifa due giorni fa e posto sotto sequestro dalla procura di Siracusa, dopo alcune morti sospette avvenute nei giorni scorsi: un militare della Marina in servizio ad Augusta, Stefano Paternò; un poliziotto catanese, Davide Villa; un carabiniere di Trapani, Giuseppe Maniscalco; tutti avevano ricevuto una dose di quel lotto del vaccino Astrazeneca.

    L’insegnante ieri mattina è stata portata d’urgenza nell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela dopo avere accusato un forte mal di testa e uno stato confusionale. Il quadro clinico è però rapidamente peggiorato al punto che i sanitari dell’ospedale gelese hanno deciso per un immediato trasferimento in elisoccorso al Sant’Elia di Caltanissetta dove la donna è stata subito sottoposta a un intervento di neurochirurgia per una grave emorragia cerebrale. Le sue condizioni restano molto gravi. La magistratura gelese si è subito attivata, aprendo un’inchiesta e sequestrando la documentazione clinica.

    A Catania, nell’obitorio dell’ospedale Cannizzaro, è cominciata solo in serata l’autopsia sul corpo di Stefano Paternò, il sottufficiale della Marina militare morto nella notte tra lunedì e martedi scorsi, circa 12 ore dopo aver ricevuto il vaccino Astrazeneca nell’ospedale militare di Augusta. All’esame partecipano 4 periti nominati dalla procura di Siracusa, un medico legale, uno specialista in ematologia, uno in tossicologia e uno in malattie infettive, e altri 5 periti nominati dagli avvocati che assistono i familiari dell’uomo; tra questi, anche un capitano di vascello della Marina militare. I periti hanno ricevuto nel pomeriggio dai pm siracusani un dettagliato incarico per accertare causa, o cause, della morte, mezzi e tempi del decesso, il comportamento dei sanitari, sia dell’ospedale di Augusta sia del 118, e «se sussiste una correlazione eziologica tra il decesso e la somministrazione del vaccino». La procura ieri ha indagato quattro persone: l’amministratore delegato di Astrazeneca in Italia, due sanitari dell’ospedale militare di Augusta e il medico del 118 che ha soccorso l’uomo nella sua abitazione di Misterbianco, dove è morto.

    E in Sicilia è atteso l’arrivo in Sicilia degli ispettori inviati dal ministero della Salute che hanno già in programma incontri nella sede catanese del 118, alla procura di Siracusa e nell’ospedale militare di Augusta.

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    Cristina Fortunati
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