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Attacchi in serie in Australia, un satellite controllerà gli squali. Un morto e dieci feriti: saranno catturati e dotati di gps per prevenire altri casi

Lorenzo Simoncelli. Per arrivare a dire basta agli squali in Australia, dove sono considerati semidei, vuol dire che il sacro predatore ha superato ogni limite. Mai si erano verificati tanti attacchi nella paradisiaca Gold Coast, 700 chilometri da Sydney. Undici dall’inizio dell’anno, uno mortale lo scorso febbraio, l’ultimo sabato scorso quando un surfista di 38 anni, Dale Carr, è stato azzannato ad una coscia e ad un gluteo a 400 metri dalla spiaggia nei pressi di Byron Bay. Si è salvato grazie al coraggio di un suo compagno che l’ha tirato a riva. Risultato: spiagge chiuse per 24 ore.

Dal 1791 ad oggi in Australia si sono verificati 999 attacchi, di questi 232 fatali, uno all’anno, ma nel 2015 si è gia andati oltre così, il Dipartimento per le Industrie Primarie e l’Ente nazionale di ricerca Csiro (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation) ha deciso di lanciare un’operazione senza precedenti di monitoraggio degli squali. «Cercheremo di catturare circa 1000 esemplari e impiantargli congegni elettronici rilevabili dai satelliti per controllare i loro spostamenti» – ha spiegato David Wright, sindaco della cittadina di Ballina, le cui spiagge sono state teatro di recenti attacchi che fanno temere gravi danni al turismo.

Il progetto

«Alcuni animali avvistati sono lunghi intorno ai quattro metri e saranno difficili da catturare», ha ammesso il sindaco della cittadina australiana. «Gli esperti cercheranno di catturare lo squalo, girarlo sul dorso e impiantare il congegno nella pancia. Ma questo finora è stato fatto solo su squali di due metri o poco più, mai su quelli così grandi».

Un progetto da 250 mila dollari con gps e radar acustici che permetteranno di seguire ogni spostamento del temibile squalo bianco e avvisare anche tramite tweet attraverso la piattaforma «Sharksmart» surfisti e bagnanti. Gli avvisi monitorabili all’account @SLSWA consentono di verificare su una mappa interattiva a che distanza dalla costa si trovano i temibili predatori.

Le critiche

Il tutto coadiuvato da decine di ricercatori e una barca già messa in acqua che controllerà l’oceano infestato dal temibile «mostro dei mari».

Immediate le critiche degli animalisti, soprattutto dopo quanto accaduto con un progetto similare nel vicino Queensland, dove tra luglio 2014 e giugno 2015, sono stati uccisi 621 squali, 8 di questi bianchi. Immediata la replica del ministro delle Industrie Primarie, «L’oceano è la casa dei pescecani, verranno neutralizzati solo quelli che si avvicinano alle spiagge».

La paura degli animalisti è che lo squalo, animale in via d’estinzione e dal 2002 sotto tutela in Australia, possa scomparire dal Pacifico e trasferirsi in altre acque. Un rischio che va preso secondo il sindaco di Ballina, la cittadina presa di mira quest’anno dallo squalo bianco. «Bisogna risolvere il mistero su cosa renda quest’area così attraente per gli squali», ha detto Wright. «Ci deve essere una ragione per cui si avvicinano tanto alla riva come mai era accaduto».

La Stampa – 26 agosto 2015 

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