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Atto di indirizzo. “Non cancellate la guardia medica”. I camici bianchi scendono in piazza. L’appello al governo: si rischia solo di intasare il pronto soccorso

Claudia Marin. Eliminare o ridurre le guardie mediche notturne potrà determinare un sovraccarico di oltre tre milioni di visite in più per il pronto soccorso. A denunciare il rischio i sindacati dei medici, che hanno riunito da tutta Italia centinaia di medici a piazza Montecitorio. Obiettivo, dire no all’abolizione del servizio di assistenza notturna, come previsto dall’atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione della medicina generale che prevede, appunto, il passaggio dell’assistenza sul territorio da h24 (senza interruzioni) a h16 (chiuso di notte).

«NON SPEGNERE le luci sulla guardia medica e l’assistenza notturna». È l’appello lanciato al premier Matteo Renzi dai camici bianchi, sostenuti dall’associazione piccoli comuni e Federconsumatori. Una situazione di «malcontento e disagio», per le difficoltà legate al turn-over, è stata descritta anche dalla Federazione degli ordini dei medici e odontoiatri (Fnomceo) che, tuttavia, sulla questione dell’assistenza h16 si riserva di avviare un confronto con il ministero e le parti interessate prima di prendere una posizione definitiva.

«Da questa piazza lanciamo un appello a Renzi: non spegnere le luci dell’assistenza notturna, ascolta i cittadini. Abbiamo scritto al premier e non ci ha risposto. Auspichiamo che questo tema venga discusso in Parlamento. Non può essere demandato alla conferenza Stato-Regioni», accusa il segretario dello Smi Pina Onotri. In questo modo, spiega, «7000 guardie mediche, ovvero quelle non titolari e precarie, rischiano di restare a casa. Ma soprattutto rischiamo di sovraccaricare il sistema di emergenza e urgenza». Non basta. Il segretario Fp Cgil Medici, Massimo Cozza, incalza: «Così si capovolge il concetto di politica sanitaria che è stato portato avanti negli ultimi anni, ovvero di potenziamento dell’assistenza sul territorio rispetto all’ospedale. È una retromarcia clamorosa e sbagliata».

In Italia, sottolinea Maurizio Andreoli, responsabile del Centro Studi dello Smi, ci sono 20.000 guardie mediche che gestiscono i codici bianchi di notte alleggerendo così il carico del pronto soccorso. Complessivamente le guardie mediche effettuano ogni anno 15 milioni di visite, una ogni 4 abitanti. «Di questi 15 milioni – aggiunge – ben 3 sono effettuate tra le 24 e le 8 di mattina e andranno a carico del pronto soccorso (le restanti sono effettuate dalle 8 di sera alle 24). Il loro costo nell’insieme è di 605 milioni di euro l’anno, pari a meno dello 0,5% del fondo sanitario nazionale, ovvero 10 euro a cittadino: cifre da cui si capisce come non abbia senso smantellare questo servizio».

PREOCCUPATI non solo i medici. Anche la presidente dell’Associazione nazionale che riunisce i piccoli comuni italiani (Ancpi), Franca Biglio, insiste: «Il taglio della guardia medica è una forte penalizzazione che metterà in difficoltà in particolare gli anziani che vivono nei piccoli centri».

A dar man forte alle richieste di sindacati, comuni e cittadini si schierano M5S e Sinistra italiana, che annunciano la presentazione di mozioni e interrogazioni contro lo smantellamento delle guardie mediche notturne.

www.lanazione.it – 12 maggio 2016 

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