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Patto della Salute. Audizione di Lorenzin in Commissione Affari Sociali: “Stretta finale con le Regioni a metà gennaio”. I nodi da sciogliere

l ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha fatto il punto in un’audizione alla commissione Affari sociali della Camera sullo stato dell’arte del Patto per la salute. Sottolineando alcune priorità, tra cui una profonda revisione dei piani di rientro e dei livelli essenziali di assistenza. E con la prospettiva di maggiori investimenti e di risparmi di cui una parte saranno reinvestiti in sanità

«I tempi per il Patto della Salute saranno brevissimi: è stato già fatto tutto il lavoro di marcatura con i dieci tavoli tecnici, quindi credo che potremmo fare una riunione per arrivare a un documento di sintesi a metà gennaio e cominciare a discuterlo». Ad affermarlo è il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, all’audizione in XII commissione Affari sociali della Camera per illustrare le iniziative in corso per la definizione del nuovo Patto per la Salute.

Secondo Lorenzin il nuovo Patto «é una grande chance che non possiamo permetterci di perdere in quanto ci dà la certezza della programmazione di lungo termine per lavorare su tre sfide principali: la longevità della popolazione; la personalizzazione della medicina con cure sempre più costose il cui accesso va garantito a tutti, senza pazienti di serie A e serie B; la competizione interna tra regioni e quella internazionale».

«Il Patto – ha spiegato ancora il ministro – si basa su due presupposti per una grande riforma del Ssn: per la prima volta, dopo oltre un decennio, il fondo nazionale sanitario èstato stabilizzato e non prevede tagli lineari. L’altro presupposto è l’applicazione dei costi standard che ho avuto l’onore di firmare a luglio. Il riparto é stato approvato ieri dalle Regioni e, nel 2013, possiamo considerare questa una riforma fatta».

La spendig review

Il commissario Carlo Cottarelli «ha capito il rigore del nostro lavoro» e «una parte dei risparmi che potremo ottenere potrà andare al taglio del debito, ma la maggior parte andrà reinvestita in sanità», ha spiegato il ministro. «E’ passata l’idea della spending interna, cioè di utilizzare i risparmi per rendere sostenibile l’Ssn investendo dove c’è bisogno, dalla riqualificazione del personale, alle infrastrutture, al territorio, alla ricerca e sviluppo».

Piani di rientro

Nel nuovo Patto ci sarà anche «una profonda rivisitazione del sistema della disciplina dei piani di rientro delle Regioni in disavanzo, tenendo ben presente che si tratta di programmi di riqualificazione non solo finanziaria», ha aggiunto Lorenzin. Citando il caso della Regione Lazio, il ministro ha sottolineato la necessità «di un affiancamento da parte dello Stato centrale: per il commissariamento – ha spiegato – immagino un meccanismpo tipo Sos, che rimetta in efficienza il sistema in tempi brevi e poi vada via».

Farmaci

«Non c’è nessuna intenzione di sforare i tetti per la spesa farmaceutica, ma dobbiamo capire perché quella per i farmaci ospedalieri non è nei parametri mentre quella territoriale sì. Si dovrà fare qualche correzione per capire cosa non funziona e ho già idee su questo, anche verificare se i paramentri che sono stati dati sono giusti. In questo settore abbiamo ridotto la spesa di 9 mld e non possiamo ammazzare il sistema delle imprese farmaceutiche che dà lavoro. Puntiamo a tenere insieme le due cose», ha spiegato il ministro.

Edilizia e infrastrutture

L’idea, ha detto il ministro, è quella di destinare una parte di fondi comunitari alle infrastrutture sanitarie.«Ho chiesto al ministro (della Coesione territoriale, ndr) Carlo Trigilia – ha detto Lorenzin – di destinare per il 2014 parte dei fondi a sua disposizione alle infrastrutture sanitarie che ritengo essere veri e propri investimenti di sistema».

Livelli essenziali di assistenza

Altro capitolo è quello dell’aggiornamento «dei livelli essenziali di assistenza, una priorità per garantire una corretta prestazione sui nostri territori». La revisione e l’aggiornamento dei Lea, ha proseguito il ministro, sono necessari anche «alla luce dei nuovi bisogni» e porteranno anche «dei risparmi perché – ha spiegato – alcuni elementi non sono più attuali». Per questa operazione, ha tenuto a sottolineare, ci sarà comunque bisogno di «una valutazione delle modalità di reperimento delle risorse perché l’aggiornamento non é gratuito, ha un costo recuperato all’interno del Fondo». Lasciando la commissione, Lorenzin ha evidenziato come questa operazione di aggiornamento richiederà l’elaborazione di un nuovo decreto.

Il ministro ha però spiegato che non si andrà avanti sul decreto già messo a punto dall’ex ministro Renato Balduzzi (che non aveva avuto il via libera del ministero dell’Economia) e che «bisognerà rifarlo».

È in corso, ha aggiunto «una valutazione sul reperimento delle risorse, perché l’aggiornamento non è gratuito, ha un costo che andrà recuperato all’interno del Fondo sanitario» ma l’aggiornamento porterà anche «risparmi perché alcuni elementi non sono più attuali».

Il Sole 24 Ore sanità – 20 dicembre 2013 

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