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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Auto aziendali deducibili al 20%: a rischio benefit per dipendenti
    Notizie ed Approfondimenti

    Auto aziendali deducibili al 20%: a rischio benefit per dipendenti

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche13 Ottobre 2012Nessun commento2 Minuti di lettura
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    Nelle pieghe della legge di stabilità per il 2013 del Governo Monti potrebbe comparire un’ulteriore irrigidimento del regime di deducibilità delle auto aziendali stabilito dalla legge n° 92 del 28 giugno 2012 (la cosiddetta “legge Fornero”), che prevede l’abbassamento, a partire dal 2013, dell’aliquota di detraibilità dall’attuale 40% (per i veicoli adibiti a uso “non esclusivamente strumentale”) al 27,5%, mentre per quelli in uso promiscuo ai dipendenti l’aliquota dovrebbe passare dal 90 al 70%.

    Le ultime informazioni circolate in merito alla legge di stabilità, invece, ipotizzano una deducibilità ridotta addirittura al 20%. Insomma, un’ulteriore pesante mazzata sui conti che andrebbe in senso esattamente contrario rispetto a quanto auspicato dalle aziende che operano nel settore dell’autonoleggio e dalle società loro clienti, le quali reclamano da tempo un adeguamento del trattamento fiscale delle auto al regime in vigore negli altri maggiori Paesi dell’Unione Europea, dove la detraibilità è stabilita al 100%. Paolo Ghinolfi, presidente Aniasa (l’Associazione che rappresenta gli operatori delle società di autonoleggio a lungo e a breve termine) ha rilasciato a Il Sole24Ore un commento a caldo con dichiarazioni molto dure: “In passato avevamo detto che se fosse stata attuata l’ipotesi di ridurre la deducibilità dei costi delle auto aziendali dall’attuale 40% al 27,5% si sarebbe toccato il fondo. Bene, se davvero ora si passasse addirittura al 20%, vorrebbe dire che si vuole andare oltre quel fondo e che il Governo, invece di favorire lo sviluppo e l’uscita dalla crisi che attanaglia l’economia del nostro Paese, intende mortificare ulteriormente e definitivamente le imprese italiane impedendo loro di rinnovare uno strumento di lavoro fondamentale come l’auto aziendale”.

    Provvedimenti del genere, se attuati, non possono certo favorire la ripresa. Semmai, distruggono il poco che è rimasto”.

    Ilsole24ore.com – 13 ottobre 2012

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