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Auto, colf, viaggi, leasing: ecco le spie del redditometro

Dalla casa alle imbarcazioni, dai beni acquistati alle aste alle spese per viaggi e beauty farm, passando per associazioni a circoli, polizze, colf e movimenti di capitali. Sono questi alcuni fra i 16 principali indici di capacità contributiva che il fisco dovrebbe utilizzare per selezionare coloro i quali hanno più possibilità di incappare nei controlli del redditometro.

E se, con ogni probabilità, la circolare dell’agenzia delle Entrate sul redditometro non arriverà prima delle elezioni, visto anche il polverone mediatico ed elettorale che ha sollevato il documento dell’Agenzia, potrebbe portare con sé nuovi indici di capacità contributiva. Con ogni probabilità, ad esempio, vi figurerà l’elenco clienti-fornitori per gli acquisti sopra i 3.600 euro o qualsiasi altro elemento che l’agenzia delle Entrate riterrà utile per individuate al meglio i soggetti da controllare.

Il tutto tenendo conto del fatto che la linea guida dell’agenzia delle Entrate sarà chiaramente quello di andare alla ricerca di scostamenti tra spese effettuate (con relativo reddito ricostruito) e reddito inizialmente dichiarato che sia tendenzialmente superiore ai 12mila euro (si veda Il Sole 24 Ore del 16 e del 17 gennaio) proprio per la ragione che sotto tale soglia inseguire l’eventuale, e tutta da dimostrare, evasione costa più di quel che rende. E, a quanto risulta, anche il superamento del Redditest potrebbe evitare di finire nelle liste selettive.

A questo punto di ufficiale, oltre alla legge istituiva (articolo 22, comma 1 della legge 122/2010) e al decreto ministeriale (Dm 24 dicembre 2012 pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 3 del 4 gennaio scorso), non dovrebbero arrivare alte indicazioni prima della consultazione elettorale del prossimo 24 e 25 febbraio.

Per ora è possibile ricostruire i principali indici di pericolosità ai quali farà riferimento l’agenzia delle Entrate per selezionare i soggetti da sottoporre al redditometro, che saranno circa 35mila; si tratta di un numero relativamente basso e che obbligherà l’amministrazione a selezionare i “bersagli” con grande attenzione proprio al fine di individuare subito coloro che hanno dichiarato redditi fortemente inferiori alle spese e agli investimenti (come riportato sul Sole 24 Ore di ieri, sarà possibile spalmare gli importi su più anni e non solo, come sembrava in un primo momento, su un solo anno riferibile a quello in cui è avvenuta l’uscita).

Questi, in particolare, i principali indici di capacità contributiva (e di relativa “pericolosità” per quel che riguarda l’evasione) che hanno fatto finora scattare i controlli da parte dell’agenzia delle Entrate e che dovrebbero fare ancora da guida per il futuro.

A fare da spia al fisco sarà una determinata tipologia di acquisti (come mostrato in dettaglio nella grafica a destra). Finiranno sotto esame, per esempio, l’acquisto e l’immatricolazione di autovetture, autocaravan e motocicli (con dati reperibili dalla Motorizzazione) ma anche gli acquisti di beni mobili e immobili che determinano incrementi patrimoniali (fonte Anagrafe tributaria) e il possesso di cavalli da corsa (fonte Unire).

Molta attenzione, inoltre, all’utilizzo di beni di lusso in leasing come autovetture e/o barche: in questi casi – come per spese per viaggi, beauty farm, quote associative versate a circoli esclusivi, spese sostenute per la frequenza di scuole prestigiose, acquisti presso gallerie d’arte e case d’asta, acquisti di beni di lusso – il fisco dovrebbe poter intervenire anche mediante accessi presso i soggetti che gestiscono le attività in questione da parte dell’agenzia delle Entrate o della Guardia di finanza nel caso in cui il soggetto detentore dei dati non risponda alla richiesta dell’autorità che domanda elenchi di clienti o di soci.

Ma potrebbe essere una spia di ricchezza, e dunque condurre a una selezione da parte del fisco, anche la corresponsione di interessi su mutui per acquisto/costruzione di immobili così come il versamento di contributi previdenziali e assistenziali per addetti ai servizi domestici, i movimenti di capitali, i costi per interventi di recupero edilizio, il versamento di premi per polizze assicurative (escluse quelle relative al ramo vita, infortuni e all’utilizzo di autovetture e motocicli).

Il Sole 24 Ore – 20 gennaio 2013

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