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Influenza aviaria ad alta patogenicità, l’epidemia non si ferma: nuovi focolai in allevamenti di tacchini da carne nel Veronese, di ovaiole nel Delta e rurali nella Marca e a Pordenone

L’influenza aviaria continua a diffondersi, in particolare in Veneto (nelle province di Treviso, Verona e Rovigo) in Lombardia (nelle province di Brescia, Cremona e Pavia) e in Emilia Romagna (provincia di Ferrara) con nuovi focolai confermati anche negli ultimi giorni. Il passaggio ritardato degli uccelli migratori e il contagio di allevamenti rurali all’aperto complicano le azioni di contrasto alla diffusione del virus.

Nuovi focolai del virus H5N1 ad alta patogenicità sono stati confermati  dal Centro di referenza nazionale dell’IzsVe anche in quest’ultima settimana. Ad essere interessati dalla diffusione dell’epidemia e dai provvedimenti conseguenti, tra il 3 e 4 novembre, due allevamenti industriali di tacchini da carne in provincia di Verona, uno ad Angiari, dove si è reso necessario l’abbattimento di 15.904 capi di 94 giorni (che è stato eseguito in questo week end), e l’altro a Nogara,  dove al momento del sopralluogo dell’Uss 9 erano presenti in allevamento circa 50.000 tacchini maschi di 120 giorni di età (le relative misure di abbattimento e smaltimento sono in corso di definizione).

Il 4 novembre è toccato di nuovo alla provincia di Treviso con la conferma di altri tre focolai per influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) sottotipo H5, dopo quelli che si erano verificati tra fine settembre e fine ottobre. I nuovi casi , che portano a sei il totale dei focolai nella Marca a partire dal 22 settembre,  si sono verificati in tre piccoli allevamenti rurali, uno a Volpago del Montello (circa 10 galline), uno a Ponte di Piave (circa 10 galline) e infine in un allevamento di avicoli ornamentali (circa 20 galline e 6 cigni) nel comune di Treviso. Il 7 novembre la conferma di un focolaio H5N1 HPAI in un allevamento di circa 50mila galline ovaiole in comune di Porto Viro (Rovigo). Il 9 novembre confermato un nuovo focolaio di HPAI H5N1, il quarto in provincia di Verona, in un allevamento di tacchini da carne del Comune di Nogarole Rocca in cui erano presenti poco meno di 13mila capi.  Confermato un caso anche in un allevamento rurale a Porcia (Pordenone)

La presenza del virus negli allevamenti rurali a cielo aperto, e quindi particolarmente esposti al contagio degli uccelli selvatici in migrazione, rappresenta un elemento di amplificazione del contagio e contribuisce a complicare le operazioni di sorveglianza e di contrasto alla diffusione dell’epidemia.  Elementi che si aggiungono alle attività umane e commerciali che possono propagare il virus anche ad allevamenti industriali “chiusi”.

Le positività nel secondo semestre 2022 (in aggiornamento)

L’ultimo rapporto EFSA ed l’ECDC sul periodo compreso tra giugno e settembre 2022, aveva segnalato una permanenza dell’infezione in una stagione in cui, negli anni precedenti, si era sempre registrata la pressoché totale scomparsa del virus. Quest’anno, invece, l’influenza aviaria non se ne è mai andata: tra l’11 giugno e il 9 settembre 2022 sono stati segnalati 788 casi in 16 paesi dell’UE e nel Regno Unito: 56, 22 e 710 rispettivamente nel pollame, nei volatili in cattività e in quelli selvatici

La prima positività nel secondo semestre 2022 in Italia per virus dell’Influenza Aviaria ad alta patogenicità sottotipo H5N1 si era verificata nel pollame il 22 settembre  a Silea nel Trevigiano. In data 29 settembre seguente la conferma della prima positività ad alta patogenicità nei volatili selvatici.

Questi i focolai confermati nel pollame dal 22 settembre al 7 novembre:

VENETO – SILEA (TREVISO)  MULTISPECIE (700 capi)

VENETO – RONCO ALL’ADIGE (VERONA) BROILER (53mila capi)

LOMBARDIA – QUINZANO D’OGLIO (BRESCIA) TACCHINI DA CARNE (10mila capi)

EMILIA-ROMAGNA – OSTELLATO (FERRARA)  OVAIOLE (100mila capi)

VENETO – VOLPAGO DEL MONTELLO (TREVISO) OVAIOLE (49mila capi)

LOMBARDIA – GALLIOVOLA (PAVIA) MULTISPECIE (alcune centinaia di capi)

VENETO – ORSAGO (TREVISO)  ANATRE RURALE (25 capi)

LOMBARDIA – CREMONA –  POLLI RIPRODUTTORI

VENETO – ANGIARI (VERONA) TACCHINI DA CARNE (15.904 capi)

VENETO – NOGARA (VERONA) TACCHINI DA CARNE (50mila capi)

VENETO – VOLPAGO DEL MONTELLO (TREVISO) GALLINE (10 capi)

VENETO – PONTE DI PIAVE (TREVISO) GALLINE (10 capi)

VENETO – TREVISO AVICOLI ORNAMENTALI (26 capi)

VENETO – PORTO VIRO (ROVIGO) OVAIOLE (50mila capi)

FRIULI VENEZIA GIULIA – PORCIA (PN)  MULTISPECIE RURALE (alcune decine di capi)

VENETO – NOGAROLE ROCCA (VERONA) TACCHINI DA CARNE (circa 12.900 capi)

 

Una positività è stata infine riscontrata il 5 novembre in Sardegna nel parco di Monte Urpinu a Cagliari dove saranno abbattuti 200 volatili

 

Dati IZSVE al 4 novembre 

  • Focolai in Italia | PDF (Ultimo aggiornamento: 04/11/2022)
  • Positività nei selvatici in Italia | PDF (Ultimo aggiornamento: 27/10/2022)
  • Mappa focolai | PDF (Ultimo aggiornamento: 04/11/2022)

 

Sotto la mappa delle Zp e Zs dei primi tre focolai in provincia di Verona 

 

Normativa nazionale

Dispositivo dirigenziale del Ministero della Salute del 31/10/2022 prot. n. 0026147 con oggetto: Influenza aviaria ad alta patogenicità H5N1 – Dispositivo dirigenziale recante misure di controllo e sorveglianza per prevenire l’introduzione e l’ulteriore diffusione dell’influenza aviaria.

Integrazione Dispositivo del MInistero della Salute protocollo n. 26147 del 31 ottobre 2022 -Influenza aviaria ad alta patogenicità H5N1 – Dispositivo dirigenziale recante misure di controllo e sorveglianza per prevenire l’introduzione e l’ulteriore diffusione dell’influenza aviaria – 8/11/2022

Normativa regionale 

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 92 del 05 novembre. Influenza aviaria ad alta patogenicità H5N1 Proroga del divieto di accasamento di tacchini da carne nella Zona di Ulteriore Restrizione (ZUR) di cui alla OPGR n. 91 del 21 ottobre 2022.

Nota della Regione Veneto prot. n. 0512228 del 04/11/2022 con oggetto: “Unità di Crisi per Influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) del 4/11/2022. Proroga del divieto di accasamento di tacchini da carne in Zona di Ulteriore Restrizione (ZUR).”

Nota della Regione Veneto prot. n. 0505863 del 31/10/2022 con oggetto: “Influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). Trasmissione dispositivo ministeriale prot. n. 26147-31/10/2022-DGSAF e indicazioni operative per il territorio regionale.”

Nota della Regione Veneto prot. n. 0498233 del 26/10/2022 con oggetto: “Influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). Modifica misure previste per il territorio regionale: controlli pre-macellazione broiler da ZUR e impianti autorizzati a macellare da ZUR della Lombardia.”

Nota della Regione Veneto prot. n. 0493237 del 24/10/2022 con oggetto: “Influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). Misure di prevenzione e controllo dei virus influenzali aviari sul territorio regionale.”, e l’aggiornamento della Tabella riassuntiva controlli.

Ordinanza della Regione Veneto N°91 del 21 ottobre 2022 e relativi allegati con oggetto: “Influenza Aviaria ad alta patogenicità H5N1 – Istituzione di una zona di ulteriore restrizione (ZUR) nei territori delle province di Verona, Vicenza e Padova.”

Nota della Regione Veneto prot. n. 0485450 del 18/10/2022 con oggetto: “Influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) – intensificazione misure di sorveglianza sul territorio regionale.”

Nota della Regione Veneto prot. n. 0454484 del 04/10/2022 con oggetto: “Influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). Indicazioni su applicazione del dispositivo ministeriale prot. n. 23556-03/10/2022-DGSAF”

 

Ultimo aggiornamento 10 novembre 2022

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