Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Aviaria nei gatti, anche in Polonia la causa del virus è alimentare. Terregino: “Non date da mangiare carne cruda”. Esami in corso sui casi accertati di sieroconversione in Italia
    Notizie ed Approfondimenti

    Aviaria nei gatti, anche in Polonia la causa del virus è alimentare. Terregino: “Non date da mangiare carne cruda”. Esami in corso sui casi accertati di sieroconversione in Italia

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati14 Agosto 2023Aggiornato:13 Dicembre 2023Nessun commento5 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    All’inizio si è pensato che fossero entrati in contatto con degli uccelli selvatici portatori del virus H5N1 ad alta patogenicità, poi è stato chiaro che in questa storia qualcosa non tornava. Il focolaio di aviaria fra i gatti in Polonia continua a preoccupare, soprattutto perché non è stata ancora individuata la causa, ha dato sintomi inaspettati – neurologici più che respiratori – ed è da quasi un mese che le autorità locali non rilasciano comunicati in merito. Solo due delle vittime accertate vivevano all’aperto: la maggioranza dei contagiati viveva in casa, in ambienti senza alcun accesso all’esterno o al massimo un balcone. Ecco perché è l’alimentazione fornita dai loro proprietari, non la caccia, a essere sotto i riflettori, con sospetti su come il virus sia entrato a far parte della filiera alimentare.

    Per fare un po’ di chiarezza, abbiamo intervistato il dottor Calogero Terregino, direttore del Laboratorio di referenza nazionale ed europeo per l’influenza aviaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, dove sono state condotte le analisi dei casi polacchi e vengono inviati i controlli eseguiti da tutti gli stati dell’Unione Europea.

    Dottore, ci può fare un punto sul focolaio in Polonia?
    “Nelle ultime settimane sono state fatte diverse riunioni con l’Organizzazione mondiale della sanità e i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie che hanno fatto il punto epidemiologico sulla situazione in Polonia, a cui abbiamo partecipato. I casi fra i gatti stanno diminuendo, fortunatamente, ma l’attenzione rimane alta, soprattutto perché l’impressione comune è che le autorità locali si siano fermate nel cercare l’origine comune del contagio”.

    Da esperto in aviaria, qual è la causa più probabile di questa epidemia?
    “La via alimentare è sicuramente la prima causa di contagio. Il punto è che se avviene per un contatto con un animale selvatico malato o morto per l’infezione, o attraverso carne di allevamento venduta come tale. Il fatto che oltre il 90% dei gatti polacchi contagiati vivesse in casa ci porta a pensare che sia l’alimentazione fornita dai loro proprietari la causa comune. Ma a nostra conoscenza non sono state fatte indagini di questo tipo. Noi non sappiamo come venivano nutriti, se con carne cruda, cibo umido o secco altamente processato. Ma è evidente che è lì che bisogna cercare la fonte dell’infezione”.

    Per un analogo motivo in Corea del Sud sono stati ritirati dal mercato dei prodotti di cibo in scatola…
    “Al contrario in Polonia non sono stati fatti controlli di questo tipo. In Corea pare si sia trattato di un problema di sterilizzazione all’interno di un impianto di produzione. Questo perché per abbattere il virus dell’aviaria basta un blando trattamento termico quindi la cottura, se non la sterilizzazione, dovrebbero essere sufficienti. Qui in Europa la situazione potrebbe essere più grave perché esiste una fitta rete di controlli che impedisce l’utilizzo di carne proveniente da allevamenti-focolai, sui quali vigono delle regole molto stringenti che portano all’abbattimento totale perché il rischio per l’uomo è troppo alto. Quindi la carne contaminata non dovrebbe neanche arrivarci alla processazione. Dobbiamo anche dire che esiste una crescente moda di alimentazione crudista e di vendita di raw food, che possono essere più problematici.

    Che cosa è emerso dalle analisi da voi condotte sui gatti polacchi?
    “Con le analisi da noi svolte, in collaborazione con i colleghi polacchi, abbiamo pubblicato una case history molto dettagliata su Eurosurveillance in cui descriviamo tutto quello che sinora sappiamo sul focolaio in Polonia. Abbiamo rilevato il virus dell’influenza aviaria altamente patogeno del sottotipo H5N1 in 25 campioni su 46, appartenente al genotipo di un virus che in precedenza circolava negli uccelli selvatici e nel pollame in Polonia, contente diverse mutazioni che potrebbero aumentare l’adattamento ai mammiferi, il che è molto preoccupante. I virus erano molto simili tra loro, indicando una fonte comune di infezione, che però non è stata ancora identificata”.

    Quali sono le sue raccomandazioni per tutelare i nostri gatti, e anche i cani, dall’aviaria?
    “Sebbene non ci siano segnalazioni di esseri umani infettati da questo virus, tale rischio esiste soprattutto fra i proprietari di gatti. Pertanto si raccomanda di osservare la salute degli animali domestici felini, limitare il loro contatto con l’ambiente esterno ed evitare di dar loro da mangiare carne di pollame cruda. Per i cani, così come già raccomandato dall’Efsa, è bene anche evitare di portarli a passeggio in zone in cui possono entrare in contatto con carcasse di uccelli o altri volatili malati. Per il resto bisogna fare attenzione ai sintomi, e segnalare ogni sospetto al proprio veterinario. Da parte nostra, l’Izs sta informando tutti i veterinari italiani sui sintomi dell’aviaria, che non sono solo respiratori ma anche neurologici”.

    In caso di contagio del nostro gatto o cane, qual è la procedura?
    “Mentre per gli allevamenti è previsto l’abbattimento di massa, questo non avviene per i nostri cani e gatti di casa, i cui casi vanno comunque segnali alle autorità e monitorati. Sicuramente è raccomandato un isolamento, così come la somministrazione di farmaci sintomatici e palliativi – non esiste ad oggi, nemmeno per l’uomo, una cura per l’aviaria –. La mortalità è alta, ma dipende anche molto dai sintomi. In Polonia, ad esempio, i gatti hanno sviluppato gravi sintomi neurologici o un’encefalite virale con evidenti danni cerebrali incompatibili con la vita. In ogni caso, ad oggi non sono stati documentati contagi diretti fra gatto e gatto, cane e cane, o con l’uomo”.

    Qual è la situazione oggi in Italia?
    “Il numero dei focolai è stabile e non riportiamo casi fra cani o gatti. In provincia di Brescia è stata accertata la sieroconversione di cinque cani e di un gatto presenti in un allevamento avicolo rurale, sede di un focolaio di H5N1. Questo vuol dire che gli animali sono entrati in contatto con il virus dell’aviaria, hanno sviluppato gli anticorpi ma non la malattia. In questi giorni stiamo conducendo gli stessi esami su dei cani da caccia che vivono in un ex focolaio di fagiani allevati in provincia di Pavia. Gli uccelli sono stati abbattuti e i cani sono asintomatici”.

     

    La Stampa

    Post Views: 300
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteSanità, tasse e Mes i nodi alla ripresa che agitano il governo. Al ritorno dalle vacanze la premier dovrà affrontare la riforma fiscale e la grana Lep. Le promesse sono tante. I soldi meno. E l’autunno non è lontano
    Precedente Buon Ferragosto a tutti i nostri lettori!
    Cristina Fortunati
    • Website

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento

    Comments are closed.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.