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Aviaria HPAI: prosegue senza sosta l’ondata epidemica, oltre 260 focolai. Nota di aggiornamento del Minsalute che ipotizza le possibili cause che hanno contribuito al diffondersi della malattia

Prosegue l’ondata epidemica nelle Regioni Veneto e Lombardia con la registrazione nell’ultima settimana di ulteriori focolai nelle provincie di Verona, Mantova, Brescia, Padova, Vicenza. In totale i focolai notificati agli organismi internazionali alla data del 21 dicembre assommano a 261. La conferma di una situazione preoccupante arriva da una nota di aggiornamento ed analisi epidemiologica della Direzione generale Sanità animale del Minsalute che ipotizza alcune criticità che avrebbero rallentato l’estinzione dei focolai e la diffusione massiccia dell’infezione. Anche sul fronte degli animali selvatici continuano a registrarsi casi, segno della attiva circolazione del virus nell’ambiente: in particolare sono state confermate positività in airone cenerino in provincia di Foggia, gufo comune in provincia di Bergamo e gabbiano reale in provincia di Rovigo. NOTA DGSAF ANALISI EPIDEMIOLOGICA

Il perdurare della circolazione virale sta determinando il coinvolgimento di allevamenti di diverse tipologie di pollame: dopo i tacchini da carne abbiamo broiler, ovaiole ma anche alcuni allevamenti di fagiani e familiari.

Gli approfondimenti epidemiologici in corso da parte dei servizi veterinari territoriali, coadiuvati dagli osservatori epidemiologici regionali e dal Centro di referenza nazionale per l’Influenza aviare presso l’IZS delle Venezie di Padova, stanno mettendo in luce diversi elementi che suggeriscono una molteplice causalità nel determinismo della malattia. Infatti se da un lato è ormai innegabile l’introduzione del virus (direttamente o tramite fattore umano) dal settore selvatico è anche vero che le intime connessioni logistiche e organizzative della filiera, l’elevata densità zootecnica del territorio, la persistenza in alcuni casi di debolezze sul fronte delle biosicurezze (sia strutturali ma forse ancor più a livello gestionale) e non ultime alcune criticità nella gestione dei focolai che ne hanno rallentato l’estinzione, hanno contribuito a diffondere l’epidemia nel territorio e a farla persistere sino ad oggi. Di particolare suggestione sembrerebbe anche l’osservazione che la ventilazione forzata, di cui negli ultimi anni si sono dotati molti allevamenti al fine di migliorare le condizioni di benessere degli animali, abbia un ruolo non trascurabile nella diffusione dell’infezione soprattutto in situazioni di particolare densità degli allevamenti.

Per quanto riguarda il controllo dell’epidemia si informa che è stata ampliata la Zona di ulteriore restrizione (ZUR) con dispositivo DGSAF prot. n. 29811 del 18/12/2021 a cui si rimanda per i dettagli sulle misure e le diverse aree di rischio.

Per gli aspetti connessi con la prevenzione umana, in particolare modo degli operatori e dei dipendenti degli allevamenti e della filiera avicola si fa rinvio a quanto contenuto nella circolare DGPRE prot. n. 56437 dell’8/12/2021.

 

SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA IN ITALIA 

  • Focolai in Italia | PDF (Ultimo aggiornamento: 22/12/2021)
  • Positività nei selvatici in Italia | PDF (Ultimo aggiornamento: 22/12/2021)
  • Mappa focolai | PDF (Ultimo aggiornamento: 22/12/2021)

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