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Aviaria, un’altra persona contagiata dal virus. Confermato terzo caso in Emilia: è un addetto agli abbattimenti

aviaria-interna1C’è un terzo caso umano di positività al vurus H7N7 in Emilia-Romagna. La conferma è arrivata questo pomeriggio dall’Istituto superiore di sanità. Si tratta di un operatore – dipendente della cooperativa impegnata nelle operazioni di abbattimento – che era risultato positivo ai test eseguiti al Sant’Orsola di Bologna. Anche in questo caso, come i due precedenti, il lavoratore è stato sottoposto ad isolamento domiciliare e gli sono state fornite indicazioni igieniche da seguire ed è in sorveglianza attiva fino a guarigione clinica. Fino ad ora sono tre i casi verificati e riguardano lavoratori. Per i 59 lavoratori esposti nei primi 4 allevamenti, anteriormente alla individuazione dei focolai si è conclusa la sorveglianza sanitaria.

Un lavoratore del quinto focolaio (la pulcinaia di Mordano) è oggi in sorveglianza attiva da parte degli operatori della sanità pubblica, così come 6 familiari dei casi accertati o sospetti. Sono, inoltre, in sorveglianza attiva 10 persone per il focolaio rurale di Bondeno. Per tutti gli altri lavoratori coinvolti (circa 300) – impegnati comunque con diverse mansioni e durata nelle operazioni di controllo dei focolai – è prevista una specifica sorveglianza sanitaria. Lo comunica la Regione Emilia Romagna in una nota.

L’assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti ha fatto il punto della situazione dell’epidemia. «Dal punto di vista della salute umana – ha detto Lusenti – si sono registrati due casi certi di congiuntivite, uno già guarito uno in via di risoluzione. E il terzo, confermato dal laboratorio di Bologna, e ora dall’Iss. Non ci sono altri sospetti al momento»

«Sono terminati tutti gli abbattimenti nei focolai e le sanificazioni – ha aggiunto – oggi terminano anche gli ultimi abbattimenti preventivi, cioè non di focolai, ma di allevamenti sani».

Quindi, nessuna novità sul fronte animale. Ora il fronte principale diventa quello dei risarcimenti. «Oggi – afferma ancora l’assessore – c’è la riunione a Bruxelles con le autorità della Comunità europea per definire le deroghe alle limitazioni nelle zone C, cioè le zone più larghe e distanti dai focolai. E anche per sostenere la necessità di avere rapidamente disponibili i finanziamenti per risarcire e indennizzare i lavoratori».

Gianni Rezza, responsabile del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, conferma che «non c’è alcun tipo di allarme per la popolazione e alcuna minaccia per la salute dal consumo di uova o carni». Secondo Rezza, «è possibile che ci saranno altri casi di positività nell’uomo, ma saranno molto lievi, al massimo paragonabili a una sindrome influenzale. Raramente questo virus attacca l’uomo quando ci sono epidemie nel pollame e ha una trasmissione molto limitata rispetto ad altri ceppi, come l’H5N1. Il caso dell’operatore (primo contagio) è avvenuto prima che ci fosse la scoperta del focolaio e ha provocato una congiuntivite di lieve entità».

Intanto proseguono gli abbattimenti preventivi: ultimo in ordine di tempo, quello di centomila galline in due allevamenti di Lugo, nel Ravennate, dove comunque non è stato trovato il virus. L’Ausl spiega che c’è però «una situazione di emergenza in allevamenti avicoli situati in territori confinanti con la provincia di Ravenna», nel Bolognese e nel Ferrarese. I due allevamenti di Lugo fanno parte della stessa filiera del gruppo Eurovo e sono «collegati funzionalmente» a quelli in cui sono stati riscontrati diversi altri focolai. L’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni ha chiesto al governo, e in particolare al ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo, misure straordinarie a sostegno del comparto avicolo dell’Emilia-Romagna. Rabboni ha proposto la sospensione dei versamenti contributivi, previdenziali e fiscali, oltre che delle rate dei mutui bancari; una indennità compensativa per il mancato reddito; contributi per migliorare gli standard di sicurezza sanitaria degli allevamenti e per la delocalizzazione dei centri di imballaggio delle uova, accanto al riconoscimento della cassa integrazione ordinaria per i dipendenti e della cassa in deroga per gli avventizi.

10 settembre 2013 – riproduzione riservata

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