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Azienda zero, c’è lo stop del Pd. I sindaci: meglio l’Agenzia veneta. Sinigaglia: «Si rischia di creare solo un carrozzone». Piva e Bui: «Riforma affrettata, va bloccata»

Il gruppo del Partito Democratico chiede di bloccare il maxi emendamento al testo del progetto di legge 23 che prevede la creazione dell’Azienda zero e la riduzione del numero delle Usl. È quanto emerso ieri, durante gli “Stati generali della sanità” convocati al Crown Plaza di Limena dal Pd, insieme ai gruppi Veneto Civico. Erano presenti all’incontro i rappresentanti di associazioni della sanità, sindacati, cittadini e i sindaci di Noventa Padovana, Este e Loreggia.

È stato illustrato il maxi emendamento depositato pochi giorni fa in Quinta commissione sanità dalla maggioranza. Le modifiche alla riforma, però, non piacciono. «È meglio la nostra proposta di Agenzia veneta socio-sanitaria per razionalizzare i servizi e fare gli acquisti di area vasta», sostiene Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Partito Democratico. «L’Agenzia unica prevede che i direttori generali delle Aziende e Usl si uniscano ponendosi degli obiettivi attraverso un accordo quadro. L’Azienda zero invece rischierebbe di creare carrozzoni di chissà quale natura. Fermiamo dunque questa contro riforma, prendiamoci del tempo per valutare e redigere degli studi di fattibilità. Adesso, l’impostazione della Commissione è di chiusura delle audizioni. Questo maxi emendamento però non raggiunge i risultati richiesti, abbiamo un netto atteggiamento di opposizione. Il nostro obiettivo fondamentale è rinviare la riforma all’anno prossimo. Intanto cerchiamo di potenziare i servizi per il territorio. È possibile che non ci sia un ospedale di comunità attivato? È possibile che solo venti Medicine di gruppo integrate siano state attivate? Inoltre, l’Azienda zero entra in conflitto con l’Area sanità sociale che è stata costituita, perché i due rispettivi direttori si contenderanno le stesse materie».

Si unisce al dibattito anche il sindaco di Este, Giancarlo Piva: «Chiediamo di riaprire le audizioni, altrimenti dove vanno a finire le nostre istanze? Bisogna portare in piazza questi Stati generali e alzare la voce. Altrimenti la riforma ci passerà sopra».

«L’impressione è che questa riforma sia stata redatta in maniera affrettata», specifica il primo cittadino di Loreggia, Fabio Bui. «Vista l’importanza, deve essere studiata con attenzione e con la massima condivisione da parte degli operatori della sanità. La fretta non può portare a risultati positivi, soprattutto perché questo progetto ridisegna la sanità per i prossimi vent’anni. Deve essere garantito il massimo coinvolgimento, non di facciata. Vogliamo che venga riaperto il tavolo di discussione».

«Sono d’accordo nel riaprire le audizioni, è un tema sentito dal territorio», aggiunge il sindaco di Noventa Padovana, Alessandro Bisato. «A questo incontro sono emerse le stesse conclusioni raggiunte durante la Conferenza dei sindaci Usl. Il rischio è che con la voglia di razionalizzare risorse, si butti a mare tutto il buono che l’area socio-sanitaria ha in questo momento. Penso che tutti i sindaci abbiano da ridire in merito. Non si può chiudere la partita così, facendosi prendere dall’ansia di arrivare ad una decisione entro il 31 dicembre. Ricordo che la sanità in Veneto muove un patrimonio di 8 miliardi all’anno».

Elisa Fais – Il Mattino di Padova – 8 novembre 2015 

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