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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Azienda Zero, è muro contro muro tra maggioranza e minoranza. Ma i project ora saranno monitorati. La prossima settimana pausa, la riforma ritorna in aula a luglio inoltrato
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    Azienda Zero, è muro contro muro tra maggioranza e minoranza. Ma i project ora saranno monitorati. La prossima settimana pausa, la riforma ritorna in aula a luglio inoltrato

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche1 Luglio 2016Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Sull’Azienda Zero non si tratta. Sulla riduzione delle Usl non si tratta. Quanto al resto, c’è poco da trattare: le richieste dell’opposizione vengono liquidate, tutte, come «non pertinenti». A sentire i capigruppo di maggioranza, schierati ieri compatti in consiglio regionale, dopo aver sentito quelli di minoranza, protagonisti di un’analoga conferenza stampa mercoledì, si ha la sensazione che la discussione sul «Pdl 23», la riforma della governance della sanità che Luca Zaia mette al centro di questa legislatura, proseguirà ancora a lungo.

    «Abbiamo fatto un’apertura all’opposizione la scorsa settimana – spiega il leghista Nicola Finco – e poi di nuovo in questi giorni ma l’unica proposta concreta che ci è arrivata è lo stralcio dell’Azienda Zero, con la richiesta di proseguire il confronto in aula solo sulla riduzione delle Usl. Ora, mi pare evidente che l’invito è irricevibile. L’Azienda Zero è il cardine di una riforma che è, a sua volta, il cuore del programma elettorale con cui Zaia e questa maggioranza sono stati scelti da un veneto su due. Ora partitini del 3% pretendono di condizionarci, bloccando il consiglio e le commissioni… Bene, sappiano che noi siamo pronti ad andare avanti a oltranza, convocando l’assemblea anche a Ferragosto».

    I toni non sono esattamente concilianti ma la capogruppo della Lista Zaia, Silvia Rizzotto, non ci sta a far passare i suoi per quelli che alzano il muro: «Il confronto col territorio c’è stato – dice ricordando la sequela di numeri sulle audizioni in commissione Sanità – e ha portato ad alcuni miglioramenti del testo, come il mantenimento della direzione del Sociale, il potenziamento del ruolo della conferenza dei sindaci, la conferma in capo alla giunta dei poteri di programmazione e controllo, tutti ritocchi inseriti nel maxi emendamento. È scorretto, come fa l’opposizione, ingenerare confusione sul territorio sostenendo che ci saranno ospedali chiusi, tagli ai posti letto: ma che c’entrano? Al di là della loro falsità, sono argomenti che attengono al piano socio sanitario, non al pdl 23». Proprio qui, secondo gli speaker di maggioranza, sta il punto: la famosa piattaforma presentata la scorsa settimana dai loro dirimpettai, quella su cui dovrebbe svolgersi la trattativa, in realtà non c’entrerebbe nulla col provvedimento in discussione e servirebbe solo ad alzare la tensione. «La tessera elettronica, le rette delle case di riposo, non hanno nulla a che vedere con l’Azienda Zero o la riduzione delle Usl».

    Secondo Rizzotto neppure i project financing c’entrerebbero alcunché (il Movimento Cinque Stelle ne chiede lo stop) ma in realtà su questo punto una richiesta è stata accolta ed è quella arrivata dal capogruppo dei Fratelli d’Italia, e dunque di maggioranza, Sergio Berlato, che ha chiesto il monitoraggio dei project e la trasmissione di un dossier periodico alla competente commissione consigliare. «Il fatto è che loro chiedono cose irrealizzabili, anche sul piano tecnico, regolamentare – spiega Berlato – e intanto noi, per non paralizzare l’attività, siamo costretti a convocare le commissioni in pausa pranzo». Non solo le commissioni, secondo Massimiliano Barison di Forza Italia, subirebbero l’impasse creata dall’ostruzionismo: «Anche gli assessori sono inchiodati in aula, mentre 9 direttori generali devono gestire 21 Usl, con 21 bilanci e i problemi che ne conseguono».

    La prossima settimana c’è la pausa, la battaglia riprenderà a luglio inoltrato. Farà caldo, le vacanze saranno alle porte. Chissà se le ambasciate continueranno ad essere respinte in modo tanto perentorio.

    Il Corriere del Veneto – 1 luglio 2016

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