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Azienda Zero, Regione: 90 milioni di risparmi. Il Pd: saltano 700 lavoratori. Berti (5S): maggioranza imbarazzante

vcommQuali saranno gli ipotetici risparmi della riforma “Azienda Zero” che il presidente Zaia vuole tenacemente sia approvata entro fine anno? Se lo chiedono da tempo i consiglieri e ieri è arrivata in V commissione un’analisi dell’impatto economico che la riforma della sanità veneta potrà avere “a regime”. Su quando e come andrà a “regime” ci sono ancora molte incertezze, dato che non si conosce un’analisi dei tempi. Comunque secondo i tecnici della giunta regionale il Pdl 23 consentirà di risparmiare 90 milioni di euro l’anno. Grazie al contenimento di costi per 15milioni con la concentrazione nell’Azienda Zero del 30% delle attività di programmazione oggi in capo alle Usl; 45 milioni di euro di uscite vengono azzerati dalla semplificazione delle procedure organizzative ed economiche, grazie al ruolo di Centro servizi assunto dalla stessa Azienda zero, la contrazione degli ultimi 30 milioni dipende invece dall’omogenizzazione delle procedure amministrative e delle tecnologie informatiche, dall’uniformità dei capitolati di gara, dal potenziamento dei controlli e dai costi standard.

Nel documento citato il costo di funzionamento dell’Azienda Zero è stimato in “soli” 200mila euro. Una cifra che ha destato qualche perplessità ma secondo la Giunta la nuova super Azienda risparmierà sul personale «perché si doterà di parte di quello attualmente afferente all’area Sanità e Sociale e di parte già in carico alle aziende del Sistema sanitario regionale, senza necessità di nuove assunzioni».

«Ma 32 milioni si sottraggono ai capitoli del personale — rileva il Pd — mettendo a rischio 700 lavoratori». I consiglieri regionali Stefano Fracasso, Claudio Sinigaglia, Orietta Salemi e Bruno Pigozzo spiegano: “Dopo le nostre ripetute richieste, sono stati finalmente svelati i numeri sui possibili risparmi ottenibili con questa operazione. Con i 32 milioni di euro che sono stati valutati come somma da togliere ai capitoli del personale, nonostante si preveda di ridurre i servizi esternalizzati, e considerato il costo medio di un lavoratore, significa che, appunto, almeno 700 dipendenti dovranno fare le valigie”. E aggiungono: “Le aree interessate dalla riduzione sono principalmente relative ai servizi tecnici, alla logistica, ai centri di prenotazione, alla formazione e aggiornamento, un capitolo che nel suo complesso vale oggi circa 180 milioni”.

“Si comincia finalmente a diradare la nebbia su questa brutta proposta di legge – continuano -. Abbiamo dovuto insistere due mesi perché questi numeri uscissero dai cassetti della Giunta, nell’imminenza delle votazioni sul provvedimento. C’è quindi da credere che questa previsione non sia stata comunicata ai rappresentanti dei lavoratori, come sarebbe invece doveroso”.

Fatto sta che ieri nella movimentata seduta della commissione, a cui erano presenti anche gli assessori Luca Coletto e Manuela Lanzarin, terminata nel primo pomeriggio per mancanza del numero legale, è iniziato l’esame dell’articolato ma non è stato approvato nemmeno uno dei 23 articoli che compongono il progetto di legge 23 sulla riforma, depositato dal governatore Luca Zaia. Troppi i nodi da sciogliere. Senza contare i numerosi emendamenti.

Prima i dubbi di Marino Zorzato (Ncd) e della Conferenza programmatica sociosanitaria (composta dai sindaci nominati dalle rispettive Conferenze in rappresentanza di ciascuna Usl) sull’attivazione entro gennaio dell’Azienda Zero e relativa richiesta di prendersi un anno di tempo, però bocciata.

Poi l’alt del Servizio affari legislativi del Consiglio regionale sulla natura giuridica della stessa Azienda zero: ente regionale istituito in base allo Statuto del Veneto o azienda sanitaria in base al Dlgs 502/1992? Due fattispecie regolate da discipline diverse. «La definizione della natura giuridica dell’ente istituito con il progetto di legge in esame si configura quale tema prioritario», hanno sentenziato i tecnici del Legislativo. Il nodo, che non è di poco conto, non è però stato sciolto.

“L’Azienda Zero nasce su basi imbarazzanti — nota Jacopo Berti, capogruppo del M5S e vicepresidente della V commissione — la maggioranza è impreparata sul progetto. Intanto ci sono due versioni del progetto di legge riguardante l’Azienda Zero  con passi indietro, richieste dall’alto e altre dinamiche che possiamo solo definire irrituali. Poi c’è una seconda versione del piano economico e finanziario, ma non esiste uno strumento di supporto alla gestione del progetto, non c’è un’analisi temporale correlata ai tagli e ai risparmi e non esistono neppure scenari di fattibilità”.

“Per non parlare del fatto – rimarca Berti – che la maggioranza si contraddice da sola quando parla di norme e regolamenti informandoci che l’Azienda Zero avrà la forma di una Ulss e facendo riferimento agli articoli dello statuto che normano le aziende esterne alla Regione. Non sanno nemmeno cosa è scritto nel progetto di legge e lo hanno dimostrato ampiamente in commissione”.

“Qui si blocca tutto – conclude Berti – stanno distruggendo la sanità veneta e lo fanno con una leggerezza che non è assolutamente accettabile. Faremo le barricate su questi punti, non si può transigere. Ne va del futuro della sanità regionale”.

La commissione ha deciso di riunirsi martedì prossimo per l’intera giornata e sciogliere i nodi sul tavolo. La maggioranza conta di portare il pdl in consiglio entro fine anno, ma i tempi sono stretti. La Quinta Commissione intende continuare la disamina dell’articolato del Pdl 23, con una formulazione comparata del testo del Progetto con il Pdl 74 presentato dal Pd e con gli emendamenti (che a ieri erano il maxiemendamento presentato dalla maggioranza; gli emendamenti presentati dal Movimento 5Stelle; gli emendamenti presentati da Marino Zorzato di Area Popolare). Si preannuncia battaglia.

Intanto da Palazzo Balbi il presidente Luca Zaia ostenta fiducia e tira dritto: «Se il consiglio approverà la riforma senza apportare sostanziali modifiche, a fine anno non nominerò più 21 direttori generali delle Usl oltre ai 3 dell’Istituto oncologico veneto e delle Aziende ospedaliere di Padova e Verona, ma 7 più 3. Dimezzeremo le posizioni di vertice con enormi risparmi, anche sul fronte degli stipendi, che però non raddoppieranno a beneficio di chi resterà e si occuperà di territori più grandi. Poi ci sarà l’Azienda Zero per la parte amministrativa, ma lì i passaggi saranno graduali”.

E a proposito di territori più grandi ieri, Massimiliano Barison, capogruppo di Fi, ha presentato un emendamento che fonde le due Aziende ospedaliere di Padova e Verona con le rispettive Usl 16 e Usl 20, per dar vita a due Aziende sanitarie universitarie integrate.

L’appuntamento è per martedì prossimo…

Il testo del Pdl 23 integrato con il maxiemendamento della maggioranza (bozza)

Il testo del Pdl 74 presentato dal Pd

A cura Ufficio stampa Sivemp Veneto – 11 novembre 2015 

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