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«Azienda Zero? Un carrozzone». La Cgil contro la nuova super struttura della sanità: «52 dirigenti per 300 lavoratori, uno ogni sei»

Cinque milioni di euro di spesa per pagare il personale alla dirigenza dell’Azienda Zero. Saranno oltre 300 i dipendenti del maxi organismo a cui fanno capo 4 milioni 915 mila 751 assistiti. L’ente, che avrà sede a Padova alla Casa Rossa di via Avanzo, ha il compito di gestire i concorsi, l’informatica, gli acquisti, la tecnologia e le assicurazioni in sanità. Ma la Cgil si scaglia contro una cattiva gestione delle risorse dell’Azienda Zero. «Si tratta di un nuovo carrozzone da 300 persone, infarcito di dirigenti, che costerà milioni di euro alle tasche dei veneti», dichiara Daniele Giordano, segretario generale Fp Cgil, «Si prevede precisamente di spostare 30 unità dalla Regione Veneto, dove si svolge una parte importante delle competenze affidate all’Azienda Zero, e ben 272 dalle Usl del Veneto. La cosa oltremodo vergognosa è che si prevedono ben 52 dirigenti, retribuzione media 90 mila euro, sui 302 totali, pari a quindi un dirigente ogni sei lavoratori». Una proporzione che non è gradita dal sindacato. «La cosa grave è che la Regione non sa come giustificare questo spreco di risorse pubbliche e quindi pretende di tagliare i fondi contrattuali delle Usl del Veneto a prescindere da quale e quanto personale verrà spostato», aggiunge Giordano. «Si fa pagare all’assistenza territoriale, alle Usl, alla rete ospedaliera la costruzione del carrozzone andando a tagliare lo stipendio dei lavoratori delle Usl che, come abbiamo evidenziato nelle nostre recenti indagini, sono sempre meno e più anziani. Non si capisce nemmeno che cosa continueranno a fare i 174 lavoratori della direzione sanità e sociale della Regione, dato che ne verranno trasferiti 30, e che non potranno più svolgere compiti che sono stati delegati all’Azienda Zero, come emerge dalle delibere su materie oggi trattate dalla Regione, ad esempio: risorse strumentali e risorse umani, professioni sanitarie, sistema informativo, acquisti centralizzati, edilizia ospedaliera, etc. Non si capisce nemmeno cosa continueranno a fare le 60 posizioni organizzative della direzione sanità e sociale che oggi hanno un costo complessivo, in termini di incentivo, di ben 544.500 euro per svolgere compiti importanti che però verranno assegnati al carrozzone Azienda Zero». La Cgil chiede di trasferire il personale sulla base delle funzioni ricoperte. «Diffideremo le aziende a tagliare i fondi dei lavoratori», conclude il rappresentante sindacale, «alla prima decurtazione dei fondi, porteremo tutte la documentazione alla Corte dei Conti e invieremo tutto agli ispettori del Ministero dell’Economia. Non è pensabile che possa esserci una sottrazione di risorse ai lavoratori del tutto discrezionale e utile solo a selezionare personale con la brillante qualifica di essere amico di qualcuno». (LA NUOVA VENEZIA – Sabato, 22 luglio 2017)

Treviso. La polemica. «L’azienda Zero finanziata dai tagli ai lavoratori». La Cgil è pronta a portare la Regione in tribunale

«L’Usl della Marca dovrà contribuire al finanziamento dell’azienda Zero di Padova con lo 0,96% dei propri fondi contrattuali, pari a circa 422mila euro». A dirlo è Ivan Bernini, segretario della Fp-Cgil. Secondo il sindacato il nuovo cervellone della sanità del Veneto sarà sostanzialmente tenuto in piedi anche grazie a una serie di tagli ai lavoratori. «Le risorse rappresentano il doppio rispetto a quelle destinate ai lavoratori eventualmente trasferiti. Dipendenti che godranno di una dotazione di salario accessori di 12 mila euro ciascuno spiega il segretario c’è una sottrazione di denari, dunque, che sarà assorbita dai lavoratori trevigiani con tagli ai fondi contrattuali. Un saccheggio fatto per ungere le ruote di quel grande carrozzone che sarà l’azienda Zero». La Cgil, a differenza degli altri sindacati, non ha siglato il protocollo d’intesa sul trasferimento dei dipendenti. «Con questo accordo la Regione con una mano dà risorse una tantum per favorire l’omogeneizzazione e con l’altra si riprende oltre la metà. A questo punto, se l’operazione dovesse andare avanti, impugneremo gli atti per illegittimità giuridica». (IL GAZZETTINO – Domenica, 23 luglio 2017)

24 luglio 2017

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