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Baldo. «In caso di nuove predazioni gli orsi andranno spostati»

MONTE BALDO. La Comunità montana mette in discussione «Life Ursus», progetto della provincia autonoma di Trento. Stefano Sandri: «C’è preoccupazione tra gli allevatori, credo che i plantigradi siano diventati troppi e che la situazione stia sfuggendo di mano»

Monte Baldo. La Comunità montana del Baldo si schiera con gli allevatori, pronta a chiedere alla Provincia di far allontanare l’orso se le predazioni continueranno. Domani l’assessore alle politiche faunistiche e vicepresidente della Provincia, Fabio Venturi, sarà a Malcesine per incontrare sul tema l’amministrazione. Fa sapere il presidente e sindaco di Caprino, Stefano Sandri, dopo il raduno della Lega Nord Trentino a Prà Alpesina, dove si sono raccolte firme contro la presenza dell’orso sul Baldo: «La preoccupazione degli allevatori per tale presenza è condivisa dalla Comunità montana del Baldo, i cui interventi sono sempre stati a favore di chi vive e lavora in montagna». «Colgo preoccupazione negli allevatori, conosco le persone che hanno denunciato le recenti perdite di ovini e bovini e altri pastori che tengono il gregge in alpeggio a Novezza e a Malga Cerbiolo a Brentino Belluno».  Sulla petizione sottoscritta da molti baldensi, che, come hanno spiegato il segretario della Lega Nord trentina Maurizio Fugatti e il consigliere provinciale Claudio Civettini, chiede alla loro giunta «di rivedere il progetto Life Ursus, avviato nel 1999 nel Parco Adamello Brenta per ricostituire un nucleo vitale di orsi», Sandri aggiunge: «A prescindere dall’iniziativa, promossa da un partito della Provincia autonoma di Trento, ove non incidiamo politicamente, pare proprio che la situazione sia sfuggita di mano». Ossia? «Sono accaduti fatti che lasciano presumere che le bestie trovate morte sbranate siano state aggredite dall’orso. Ciò è spesso accaduto accanto alle dimore di famiglie dedite all’allevamento, che potrebbero rischiare aggressioni. Sarebbe opportuno che polizia provinciale e corpo forestale dello Stato, con la Provincia autonoma di Trento, capissero quanti orsi si muovono effettivamente sul versante veronese. Fatto ciò tali esemplari andrebbero monitorati per garantire la sicurezza di chi vive in montagna e dei loro animali, loro unica fonte di reddito. Gli episodi di presunte predazioni fanno pensare che la superficie del territorio in cui gli orsi si muovono sia insufficinte: andrebbero spostati. Contatterò i sindaci della Comunità per scrivere al presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, perché si attivi». Virgilio Asileppi, sindaco d Brentino Belluno e vicepresidente: «La presenza dell’orso indica che la qualità del territorio del Baldo è buona, tuttavia desidero fare alcune considerazioni sul Progetto Life Ursus», premette. «L’idea iniziale della Provincia di Trento, nell’avviarlo, era stata di promuovere il territorio trentino. Non devono però aver tenuto conto che il plantigrado si sarebbe moltiplicato e che sarebbe stato costretto a uscire dagli ambiti provinciali, creando problemi nei territori contigui, come le numerose predazioni che si stanno ora verificando. Simile situazione deve impegnare la Provincia a riportare il fenomeni nelle giuste proporzioni».  «Si parla di un centinaio di orsi nell’intera provincia trentina», prosegue Asileppi, «numero sproporzionato rispetto a territorio. Ciò rischia di creare negatività anche sul turismo che la presenza dell’orso avrebbe dovuto assicurare. Chiediamo più coordinamento di vigilanza affinché la gente si senta tranquilla e che, in caso di predazioni, siano assicurati i rimborsi». Sulla petizione: «Visto quanto accade, la ritengo condivisibile poiché chiede di rivedere il Progetto Ursus». Michele Benamati, sindaco di Malcesine: «A Prà Alpesina è andato il nostro consigliere alla montagna Arnaldo Lombardi. Abbiamo invitato l’assessore provinciale Fabio Venturi a Malcesine per ragionare sul problema.Vedremo se organizzare incontri con esperti, la gente è preoccupata per la perdita dei propri animali e l’incolumità delle persone. Il Baldo è frequentato anche dai turisti: ogni potenziale causa di pericolo va eliminata». Il sindaco di Ferrara Paolo Rossi: «L’eventuale introduzione definitiva dell’orso sul Baldo va fatta molto seriamente per tutelare le persone e gli interessi delle attività agricole e turistiche della montagna».

Barbara Bertasi

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