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Balduzzi: «Con me nessun ticket né quest’anno né nel 2013»

«Con me non ci sarà nessun nuovo ticket, né ora né nel 2013. E qualsiasi intervento dal 2014, dovendo applicare la manovra socialmente e politicamente insostenibile del precedente Governo, dovrà essere equo e omogeneo. Senza alcun massacro».

Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, cerca di spegnere sul nascere la polemica scatenatasi ieri sui ticket, secondo cui il suo ministero avrebbe allo studio un’ipotesi di nuovi ticket per 5 miliardi da quest’anno al 2014 con una franchigia fino al 9 per mille del reddito o con sei scaglioni di reddito e relativi ticket modulati. Col risultato di far pagare un ricovero fino a 200 euro. «Non c’è nulla di vero, non c’è alcuna ipotesi del ministero. Qualcuno pensa di soffiare sul fuoco e di fare speculazioni politiche», ribatte Balduzzi.

Le rivelazioni sui ticket sono circolate dopo un’ampia riunione convocata ieri al ministero con politici e amministratori locali. Precisa Balduzzi: «Quell’ipotesi era stata fatta dal ministero col precedente Governo per vedere come applicare la sua manovra di luglio. Io l’ho scartata dall’inizio del mio mandato. E come tale è stata presentata alla riunione per spiegarne gli effetti devastanti. Ma qualcuno non ha capito o ha finto di non capire…».

Smentisce, insomma, il ministro. Ma che farà il Governo (attuale): cancellerà i 2 miliardi in più di ticket previsti a partire dal 2014? O addirittura anticiperà l’intervento? «Escludo qualsiasi anticipo. Ma è difficile che i contenuti economici di quella manovra possano essere assorbiti da altre ipotesi – afferma Balduzzi -. Si deve arrivare allo stesso risultato per strade diverse. Con un sistema equo, trasparente e omogeneo. Per questo ho avviato una discussione. Come ho sempre detto, c’è anche l’ipotesi della franchigia. Che è tutta da studiare».

Però l’Economia pressa per incassare risparmi dalla sanità. E con la spending review è pronta ad alzare la posta. Non a caso ha bloccato il riparto dei 108 miliardi per il 2012 e di altri 1,5 miliardi degli “obiettivi di piano”. Balduzzi, insomma, è sotto pressione. «Allo stato attuale posso dire soltanto che la sanità come sempre farà la sua parte. Ne stiamo discutendo. Con quali strumenti e per quanto, è presto per dirlo. La decisione credo che arriverà tra una decina di giorni».

Eppure si parla di un taglio da 1-1,5 miliardi per la sanità. «Io oggi non posso né confermare, né smentire», si trincera il ministro. Ma la spending review taglierà i servizi alla gente o inciderà sulla qualità della (cattiva) spesa? «Lo sforzo è di rivedere la qualità della spesa senza gravare sugli assistiti e senza razionamento delle prestazioni», auspica Balduzzi. Ad esempio? «Si può ragionare in tante direzioni. Ad esempio riscontriamo anche all’interno di una stessa regione grandi scostamenti per i servizi di mensa o di lavanderia. Come negli acquisti di alcuni beni, in particolare i dispositivi medici. Su questi acquisti, su eventuali contratti a scadenza esageratamente lunga, si può intervenire». E sui farmaci è in cantiere un anticipo della manovra prevista dal 2013? Balduzzi frena: «In astratto è possibile, ma in concreto è difficile, anche perché inciderebbe in corso d’anno sulla programmazione industriale. Adesso si tratta solo di capire come graduare la spesa farmaceutica tra territorio e ospedale».

di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore) – 14 giugno 2012

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