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Bassa Veronese. Pastore tedesco azzanna bimbo di quattro anni

Il piccolo è stato morso ripetutamente al volto e alle spalle nel cortile di casa dal cane di famiglia uscito dal recinto dove viene custodito. L’aggressione si è svolta sotto gli occhi del padre che ha strappato il figlioletto dalle fauci dell’animale

Il meticcio di pastore tedesco con cui giocava tranquillamente ogni giorno si è trasformato di punto in bianco in una furia incontrollabile. E così un bambino di appena quattro anni, che stava correndo nel cortile di casa in compagnia della sorellina più piccola, è stato azzannato selvaggiamente al volto e alle spalle da quello che fino a quel momento si era rivelato un cagnone mansueto. Un animale inoffensivo, compagno di tanti pomeriggi spensierati, che non aveva mai dato segnali preoccupanti. E che invece all’improvviso, per ragioni all’apparenza inspiegabili, è come impazzito. Tanto da far vivere attimi di autentico terrore ai genitori del piccolo, impietriti da quella scena consumatasi sotto i loro occhi. Fortunamente l’aggressione che, l’altro giorno alla periferia di Nogara, ha trasformato la faccina del bimbo in una maschera di sangue con profonde ferite al mento, all’orecchio e sulle guance, si è risolta in un dramma sfiorato. E questo grazie al tempestivo intervento del papà del bambino, che è riuscito a strappare il figlio dalle fauci del meticcio inferocito, ospite da sette anni nella loro casa di via Olmi, prima che fosse troppo tardi. Erano le 18 quando il capofamiglia, un autotrasportatore di 43 anni, si è recato a dare da mangiare al lupo rinchiuso in un recinto costruito, con assi di legno e rete metallica, sul retro della villa di famiglia. Proprio a ridosso di un albero dov’è agganciata l’altalena su cui si dondolano abitualmente i suoi bambini. Nemmeno il tempo di posare la ciotola che il cane è schizzato dalla cuccia fiondandosi sul piccolo che si trovava a poca distanza assieme alla sorellina di due anni, uscita per fortuna indenne dal feroce attacco. Ma, in questo caso, l’animale non si è avvicinato al bimbo per farsi coccolare com’era avvenuto decine di altre volte. Il cagnone, regolarmente detenuto e dotato di microchip, si è infatti scagliato come una belva contro di lui iniziando a sbranarlo al volto, con una violenza ed una forza tali da procurargli lesioni multiple in pochi istanti. Il papà, con il cuore in gola, è corso a soccorrere il figlio mentre nel giardino di casa si sovrapponevano le urla del bambino ferito e quelle dei suoi genitori spaventati a morte dalla reazione inconsulta del loro cane. L’uomo non ha perso tempo e, assieme alla moglie, ha caricato il figlio in auto per raggiungere, con una corsa disperata, il Pronto soccorso dell’ospedale di Legnago. I morsi del meticcio hanno lasciato purtroppo il segno sul viso e sulla testolina del piccolo. Al punto da richiedere un intervento chirurgico per suturare le ferite causate dall’animale e scongiurare conseguenze agli occhi e all’apparato uditivo. Al termine dell’operazione, il bambino, che è fuori pericolo, ha trascorso la notte in via precauzionale nel reparto di Rianimazione mentre da ieri è assistito in Pediatria. Passato lo spavento resta ora da ricostruire cosa è accaduto in quei drammatici momenti nel cortile di via Olmi dove per un soffio non si è allungato l’elenco di persone vittime dei loro cani. Le indagini sono affidate ai carabinieri della stazione di Nogara, che hanno segnalato l’episodio al servizio veterinario dell’Ulss 21 al quale spetterà verificare le condizioni del meticcio rinchiuso per il momento, sotto «sequestro domiciliare» come recita la legge, nel suo recinto.

Stefano Nicoli – L’Arena – 15 giugno 2013

 

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